Esito incontro di trattativa del 22 marzo

L’ incontro del 22 marzo ha confermato l’atteggiamento dell’Amministrazione e dei suoi massimi esponenti, Direttore Generale e Pro-Rettore delegato alla contrattazione, sempre più lontano dalle esigenze di conciliazione dei tempi di vita-lavoro del personale tecnico-amministrativo e docente: riportiamo i fatti senza alcun commento perche’ sufficientemente significativi !!

– Dopo 19 anni, il nuovo corso inaugurato da questa Amministrazione-Rettorato, caratterizzato da un irrigidimento burocratico-amministrativo, porta alla necessità di un accordo che ha del surreale.
L’accordo integrativo per l’applicazione delle tipologie di orario di lavoro e di servizio” del 28 ottobre 1998 al punto 3 lettera b), prevede che ai “Dipendenti che assistono soggetti portatori di handicap in situazione di gravità’” si applichi la pausa mensa minima di 30 minuti. Ai tempi nulla era stato previsto per i soggetti in situazione di “svantaggio personale”, poiché usufruivano delle riduzioni di orario di lavoro giornaliero, previste dal legislatore, e nessuno metteva in dubbio il loro diritto ad avere comunque il riconoscimento del ticket.

Con la “nuova politica” della Div. Stipendi e Carriere del Personale tutti i lavoratori in “situazione di svantaggio” che usufruiscono delle agevolazioni orarie per la prestazione lavorativa in applicazione di specifiche norme che prevedono la riduzione dell’orario di lavoro, con la motivazione del mancato completamento delle sei ore lavorative, hanno visto negarsi l’erogazione del ticket (da sottolineare, oltretutto, ad effetto retroattivo con le immaginabili conseguenze). Cosi’ si è dovuto affermare che i dipendenti in situazione di svantaggio hanno diritto alla pausa mensa di 30 minuti, di contro l’Amministrazione ha precisato che tra i dipendenti in “situazione di svantaggio” solo quelli con disabilità ai sensi della legge 104/92 hanno diritto alla pausa mensa minima di 30 minuti per consentirgli di maturare il ticket;

– Dopo 20 anni di servizio utile, importante e apprezzato da tutti i colleghi, docenti e tecnici-amministrativi, anche per la facilità ed efficacia dello strumento informatico utilizzato e la professionalità dell’Ufficio, viene CANCELLATO IL SERVIZIO FISCALE D’ATENEO, senza alcuna comunicazione dell’Amministrazione, che si guarda bene dall’avvisare per tempo, nonostante le imminenti scadenze, il personale tecnico-amministrativo e i docenti !!!

– Dopo 14 anni di interventi di welfare, nonostante ripetute richieste e solleciti d’incontro e l’invio della proposta di revisione delle attuali fasce ISEE, ad oggi siamo in attesa di una convocazione per la verifica del protocollo di People Care siglato a luglio 2015. Nel frattempo si dovranno comunque garantire alcune azioni di Welfare: a breve si concluderanno le iscrizioni all’asilo nido da parte del territorio e a breve inizieranno le iscrizioni a centri estivi e campus, l’Ateneo cosa intende fare?

Naturalmente questa Amministrazione, e questo Rettorato, sono impegnati in “altro” e non riescono a dare risposte adeguate alle nostre richieste, che potrete consultare sul sito www.rsu.unimi.it .

Elenchiamo per brevità le questioni in sospeso:

– Modalità di erogazione del ticket: la Divisione Stipendi continua a ignorare quanto concordato al tavolo sindacale;

– Contrattazione delle indennità relative al nuovo modello organizzativo e a quelle di disagio;

– Applicazione delle legge Merloni;

– Interpretazione del monte ore riposo compensativo per il periodo pre-circolare del 1 marzo 2017;

– nuovo piano triennale sulla formazione;

– revisione delle regole per incrementare il fondo comune d’ateneo;

– attivazione di un ufficio che gestisca le convenzioni per il personale;

– attivazione di processi per il risparmio energetico per ricavare risorse utili all’estensione delle PEO;

– gestione delle 150 ore;

– utilizzo delle risorse residue del welfare del 2016.

E’ del tutto evidente che la principale attenzione di questa Amministrazione-Rettorato è rivolta al progetto di trasferimento di Citta Studi nella area di Rho-EXPO, leggasi resoconto del consiglio comunale di Milano, dove era presente il Direttore Generale a perorare la causa del Rettore-traslocatore.

Naturalmente la “partita” del trasferimento di Citta Studi nella area di Rho-EXPO e’ appannaggio di pochi: alla RSU e’ giunta notizia – perche’ assolutamente tenuta distante – di richieste d’informazioni ai Direttori di Dipartimento e di Biblioteca sul personale, metri quadrati e “desiderata” in previsione del trasferimento. Non abbiamo notizia che questo esercizio di “raccolta dati” sia stato condiviso con i rispettivi organi statutari: Consiglio di Dipartimento e Consiglio di Biblioteca.

Noi non molliamo continuiamo a lottare per il rispetto dei diritti del personale, e se tale situazione dovesse permanere proporremo le conseguenti iniziative di mobilitazione.

AGGIORNAMENTO NEWS:

Sempre nel corso dell’incontro del 22 marzo scorso, l’Amministrazione ci ha informato che le cucine della mensa di via Festa del Perdono, 7 sono state temporaneamente chiuse a seguito di una ispezione da parte dell’Ats (ex Asl). Sarà comunque possibile consumare i pasti nei locali della mensa, pasti che verranno serviti solo preconfezionati, preparati fuori dall’ateneo.

Ci interesseremo affinchè i doverosi controlli sanitari vengano effettuati presso tutte le mense dell’Ateneo in modo da garantire al personale un servizio mensa adeguato. Vi chiediamo di segnalarci eventuali disservizi alla email rsu@unimi.it .