Alla fine è successo quanto era prevedibile ed era stato previsto dalla RSU: il contorto meccanismo di ‘’valutazione’’ fortemente voluto dall’Amministrazione ha creato ingiustizie, arbitrio e un malcontento che va ben oltre i 100 estromessi dai passaggi orizzontali.
La ‘’valutazione’’ e la ‘’meritocrazia’’ che tanto sembravano stare a cuore all’Amministrazione, a tal punto da ‘’non riuscire a trovare‘’ i meno di 100.000 euro che mancano per coprire il 100% dei passaggi, si sono tradotte nel loro esatto contrario: un potente disincentivo.
E’ necessario, come sempre quando si giunge al termine di una vicenda tanto lunga, ricapitolarne i passaggi fondamentali, per poi cercare di capire che cosa si può fare ora che le graduatorie sono state pubblicate.
Qualche passo indietro…
La Rsu e le Organizzazioni sindacali, a grande maggioranza, hanno sempre sostenuto che fosse necessario trovare le risorse per fare passare la totalità degli aventi diritto (come era già avvenuto con le prime due applicazioni del contratto). Veniva poi messo in discussione un meccanismo di valutazione, basato sul famigerato ‘’pagellino’’, che esponeva il lavoratore a giudizi fortemente differenziati (e a volte completamente arbitrari) da struttura a struttura.
Col passare dei mesi, da un lato l’Amministrazione rispondeva alle mobilitazioni dei lavoratori e alle richieste sindacali aumentando il fondo per le progressioni, dall’altro compiva una vera e propria forzatura peggiorando il meccanismo della selezione: abbiamo così avuto la pubblicazione di un vero e proprio bando, i nuovi modelli per la compilazione del pagellino e del curriculum, ancor più contorti e farraginosi di quelli vecchi.
La situazione diveniva sempre più paradossale: quanto più alta è la percentuale degli ammessi, tanto più è difficile spiegare agli estromessi il motivo della loro esclusione. Le motivazioni dell’Amministrazione si facevano sempre più ideologiche: ‘’i sindacati vogliono l’appiattimento, vogliono premiare i fannulloni, ma devono capire che d’ora in poi non ci sarà nessun passaggio senza selezione’’, queste le frasi che ci siamo sentiti ripetere. Il problema, pertanto, era politico.
Ci è stato detto: ‘’Vedrete, i 100 estromessi saranno casi del tutto evidenti’’, ovvero gli assenteisti, chi ha rifiutato di fare il corso di formazione, chi vivacchia continuando a voler fare mansioni inferiori a quelle previste dalla categoria d’appartenenza. Chiediamo all’Amministrazione: ora che gli esclusi hanno nomi e cognomi, ve la sentite ancora di sostenere che avete compiuto una selezione di questo tipo?
Il nostro rifiuto a firmare un accordo che sancisse l’estromissione di una parte dei lavoratori, forte di più di un voto assembleare, è stato esplicitato nell’ultimo incontro avvenuto alla presenza del Rettore. Da allora l’Amministrazione ha temporeggiato per un mese ulteriore (tutta l’urgenza manifestata a novembre ha portato alla pubblicazione della graduatoria a fine aprile!) e poi, su sollecitazione della Rsu, ha comunicato i tempi e le modalità della pubblicazione dei risultati della selezione. Anche su questo punto vi è stato un netto disaccordo: l’Amministrazione avrebbe voluto pubblicare solo l’elenco degli ammessi e degli esclusi, in evidente contrasto con quanto scritto nel bando (se il termine ‘’graduatoria’’ ha un significato condiviso in italiano). Alla fine hanno deciso di ripiegare su questa pubblicazione parziale, cercando di nascondersi dietro alla legge sulla privacy, per rendere impossibili i ricorsi. Per ricorrere contro la valutazione del curriculum, infatti, è necessario che i diretti interessati possano effettuare dei confronti anche con le valutazioni date ad altri. La Rsu ha quindi chiesto l’immediata sospensione dei termini per la presentazione dei ricorsi, fino alla pubblicazione della graduatoria completa.
Che cosa pensiamo della graduatoria
E’ difficile dare un giudizio su questa graduatoria: tanti sono i motivi di malcontento, se non di vero e proprio scandalo. Proviamo a elencarne qualcuno:
1) contrariamente a quanto ci era stato detto, la valutazione del curriculum è stata, in molti casi, determinante rispetto all’ammissione. Con quali criteri è stata effettuata? Da chi? Alla seconda domanda possiamo rispondere: da 3 o 4 persone, tutti amministrativi. Per rispondere alla prima domanda bisognerebbe chiedere a loro, che hanno ‘’valutato’’ oltre un migliaio di curricula e distribuito punti. In molti casi hanno smentito il giudizio del capo struttura (affiancando a valutazioni molto positive delle valutazioni molto negative e viceversa). Sul verbale di valutazione si ammette che a parità di categoria sono stati attribuiti punteggi diversi in funzione del livello economico, in aperta contraddizione con quanto previsto dal contratto.
2) L’anzianità è stata calcolata con un metodo che è risultato molto penalizzante nelle categorie basse (in particolare in C) e premiante in EP (dove l’anzianità massima a partire dalla quale è stata costruita la scala è decisamente inferiore a quella riscontrata in C). Come si giustifica questa scelta?
3) Lo stesso fatto che siano passati tutti gli EP e che le estromissioni si siano concentrate principalmente nelle categorie B e C è motivo di comprensibile malcontento
4) Non ultimi ci sono gli errori materiali, che, a una prima lettura, sembrano avere un certo peso.
Che cosa succede ora?
Pubblicata la graduatoria ci troviamo davanti a un potente ricatto: chi dovesse vincere un eventuale ricorso estrometterebbe gli ultimi in graduatoria. Il meccanismo è, ancora una volta, contorto, perché, ovviamente, chi fosse così estromesso avrebbe a sua volta diritto di ricorrere.
La Rsu supporterà i lavoratori che decidessero di fare ricorso, anche se preferirebbe che l’Amministrazione, verificato quale pandemonio si potrebbe scatenare, prendesse una decisione di buon senso e reperisse le poche risorse mancanti.
La prima cosa da fare, per presentare un ricorso, è, nel caso in cui l’Amministrazione si rifiutasse di pubblicare la graduatoria completa, fare un’istanza di accesso agli atti concorsuali per conoscere le valutazioni sui curricula.
I ricorsi possono poi, evidentemente, essere fatti da chiunque e per qualsiasi valutazione ritenuta illegittima: errori materiali (punti non attribuiti, errori di trascrizione, ecc.), valutazione arbitraria o discriminatoria del curriculum (in vari casi a curricula simili corrispondono punteggi assai diversi), giudizio arbitrario del capo struttura. Noi crediamo che sia assolutamente corretto che tutti i lavoratori, anche ammessi, che si sono sentiti discriminati da questo sistema di valutazione, presentino ricorso.
Qualche considerazione conclusiva
In conclusione riteniamo che questa vicenda mostri come sia stato corretto da parte nostra contrastare fino in fondo le scelte ideologiche dell’Amministrazione. Oggi abbiamo sotto gli occhi i risultati di quella che per loro è la ‘’valutazione’’, la ‘’meritocrazia’’, la ‘’selezione’’. Possiamo tutti apprezzare come queste scelte, lungi dal premiare meriti o punire demeriti, tendano a consolidare nei lavoratori (in particolare in lavoratori che hanno stipendi che si aggirano sui 1.000 euro al mese!) una percezione di ingiustizia, un malcontento per il proprio ambiente e organizzazione del lavoro, un sentimento di sfiducia e, talvolta, un deleteria rivalità. Tutto l’opposto rispetto all’effetto di stimolo che l’Amministrazione forse pensava di ottenere. Il fatto che una commissione composta da 3 persone abbia avuto un peso così forte nella valutazione, il tentativo di nascondere il più possibile gli esiti della valutazione costituiscono dei veri e propri elementi di scandalo.
Ci è stato più volte chiesto di ‘’spiegare ai lavoratori’’ che l’Amministrazione aveva fatto tutto il possibile e che le colpe erano del contratto nazionale. Per quanto la Rsu e le Organizzazioni sindacali abbiano unanimemente criticato vari aspetti negativi del contratto nazionale, non abbiamo voluto percorrere questa strada ‘’comoda’’ che ci veniva suggerita. Abbiamo costantemente consultato i lavoratori, abbiamo promosso delle mobilitazioni e denunciato delle scelte che ci sono da subito sembrate sbagliate.
Oggi, davanti alla materializzazione di quanto avevamo paventato, non abbiamo perso la speranza di ottenere l’unico risultato ragionevole: il passaggio di tutti gli aventi diritto.
Milano, 27 aprile 2005
Rappresentanze Sindacali Unitarie
Università degli Studi di Milano