{"id":43,"date":"2003-03-17T16:00:11","date_gmt":"2003-03-17T14:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/users.unimi.it\/rsu\/?p=43"},"modified":"2003-03-17T16:00:11","modified_gmt":"2003-03-17T14:00:11","slug":"appello-alle-autorita-accademiche-del-170303","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rsu.unimi.it\/?p=43","title":{"rendered":"Appello alle autorit\u00e0 accademiche del 17.03.03"},"content":{"rendered":"<p>APPELLO ALLE AUTORITA&#8217; ACCADEMICHE<\/p>\n<p>Le RSU, nella seduta del 17\/3\/2003, hanno deciso all&#8217;unanimit\u00e0 di<br \/>\nsottoscrivere un appello contro la guerra, il cui testo viene pubblicato qua sotto.<\/p>\n<p>Si tratta, a nostro parere, di una doverosa presa di posizione contro una<br \/>\nguerra che infierir\u00e0 contro un popolo oppresso e martoriato da un decennio<br \/>\ndi sanzioni economiche e i cui costi verranno addebitati ai lavoratori di<br \/>\ntutto il modo.<\/p>\n<p>Considerando anche il fatto che questa guerra viene condotta calpestando il<br \/>\ndiritto internazionale e la Costituzione italiana, riteniamo che sarebbe<br \/>\nmolto importante una presa di posizione da parte delle autorit\u00e0<br \/>\naccademiche, a partire dal Rettore e dai Presidi di Facolt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;universit\u00e0 non deve essere un luogo di trasmissione asettica del sapere e<br \/>\ndi altrettanto asettica ricerca scientifica: riflettere, dibattere e<br \/>\nintervenire sulla realt\u00e0 che ci circonda \u00e8 compito fondamentale per<br \/>\nun&#8217;istituzione conme la nostra.<\/p>\n<p>Crediamo che sia imprescindibile, da parte<br \/>\ndi intellettuali e di educatori, prendere posizione pubblicamente in una<br \/>\ncircostanza cos\u00ec grave, e pertanto invitiamo alla sottoscrizione<br \/>\ndell&#8217;appello gi\u00e0 sottoscritto dalle RSU e da alcuni gruppi studenteschi o<br \/>\nalla formulazione di un altro documento.<\/p>\n<p>Per un COMITATO CONTRO LA GUERRA<br \/>\nall&#8217; universit\u00e0 &#8220;STATALE&#8221;<\/p>\n<p>Noi, studenti, docenti, ricercatori, lavoratori e precari delle universit\u00e0 di Milano diciamo no alla guerra globale e all&#8217;intervento in Iraq, senza se e senza ma, con o senza la legittimazione dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p>Crediamo che questa guerra sar\u00e0 una catastrofe per i popoli dell&#8217;Iraq che gi\u00e0 patiscono le conseguenze di un embargo decennale, dei continui bombardamenti angloamericani e del regime di Saddam Hussein, nonch\u00e8 per i popoli di tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p>Ci opponiamo a questa, come a tutte le altre guerre, perche&#8217; subordina la vita, i bisogni e i diritti dei molti all&#8217;interesse dei pochi.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte le mire strategiche non si limitano al controllo del petrolio e dell&#8217;area centro-asiatica, ma a ridefinire le relazioni di politica internazionale unicamente su rapporti di forza.Ci schieriamo contro la guerra perch\u00e8 rifiutiamo di essere complici a partire dal nostro quotidiano, perch\u00e8 sappiamo che le impronte sparse sulla scena del delitto di un bombardamento in Iraq o in Afghanistan conducono alla banca di cui siamo clienti, alla macchina con cui andiamo tutti i giorni al lavoro, ai giornali che leggiamo, ma anche all&#8217;universit\u00e0 in cui studiamo o lavoriamo.<\/p>\n<p>Oggi lo scenario di guerra si estende di scala e di intensit\u00e0, pervade la ricerca, i flussi economici e le reti di informazione. Opporsi alla guerra significa quindi riconoscere che nessun sapere &#8220;neutrale&#8221;, se mai questa espressione abbia avuto senso-\u00e8 ora possibile.Anche le nostre aule, le nostre biblioteche, i nostri laboratori, i nostri libri di testo, sono campi di battaglia di un conflitto strategico, quello per la produzione e l&#8217;uso delle conoscenze.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 necessario fare un passo oltre la pura presa di posizione di carattere etico: il rifiuto di questo stato di cose passa attraverso la scelta di non cooperare con la macchina da guerra e di sottrarsi alla schiera dei suoi cinici cantori, ma anche attraverso la condivisione di saperi, culture e forme di vita che escludano la guerra dal nostro orizzonte.<\/p>\n<p>Se la guerra diventa quotidiana, il nostro rifiuto \u00e8 inevitabilmente la rottura di un&#8217;ormai falsa quotidianit\u00e0, di una simulata &#8220;normalit\u00e0&#8221;; i tempi e gli spazi dell&#8217;universit\u00e0 come della metropoli non possono rimanere immutati, ma devono diventare teatro di una presa di parola e di coscienza collettiva.<\/p>\n<p>Del resto il dissenso acquista proporzioni di giorno in giorno pi\u00f9 consistenti e diffuse a livello globale.<\/p>\n<p>L&#8217;escalation della guerra preventiva \u00e8 gi\u00e0 in corso da tempo; l&#8217;inizio dei bombardamenti ne sancir\u00e0 solo l&#8217;aspetto &#8220;spettacolare&#8221;.<\/p>\n<p>La nostra risposta immediata sar\u00e0 una mobilitazione permanente: intendiamo contribuire a trasformare la nostra universit\u00e0, da luogo cieco e sordo qual \u00e8 ora, in un laboratorio della pace aperto a tutte le realt\u00e0 cittadine.<\/p>\n<p>Firmiamo questo appello per promuovere iniziative in ateneo, sui temi e i problemi aperti dallo scoppio della guerra, a partire dal giorno stesso dell&#8217;eventuale attacco militare e in vista dello sciopero generale contro la guerra:<\/p>\n<p>    * appuntamento alle ore 8.00 del mattino, successivo al primo attacco militare, presso il cortile del &#8220;Filarete&#8221; per organizzare la partecipazione alla manifestazione cittadina;<br \/>\n    * assemblea studentesca d&#8217;ateneo nel pomeriggio (ore 14.30 &#8211; atrio ascensori &#8211; Via F. del Perdono 7);<br \/>\n    * ritrovo nella pausa mensa (ore 12.30 &#8211; 13.30) di ogni mercoledi&#8217; della settimana (atrio ascensori &#8211; Via F. del Perdono 7).<\/p>\n<p>Non in nostro nome, non con il nostro cervello, non con le nostre braccia, non con con le nostre parole.<\/p>\n<p>Studenti delle  RETI UNIVERSITARIE CONTRO LA GUERRA &#8211; CGIL, CISL, UIL, RdB di Ateneo \u2013<\/p>\n<p>RSU Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>APPELLO ALLE AUTORITA&#8217; ACCADEMICHE Le RSU, nella seduta del 17\/3\/2003, hanno deciso all&#8217;unanimit\u00e0 di sottoscrivere un appello contro la guerra, il cui testo viene pubblicato qua sotto. 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