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Comunicati unitari RSU

Incontro politico tra RSU, OO.SS. e Amministrazione – lunedi’ 14 maggio 2018

Come comunicato in precedenza lunedì si è svolto un incontro politico tra la nuova RSU e l’Amministrazione (la Delegazione di Parte Pubblica). In sintesi vi elenchiamo i principali temi discussi.

CONTRATTAZIONE.

L’Amministrazione si è dichiarata disponibile a stabilire con noi un calendario d’incontri in cui affrontare le questioni lasciate aperte al termine del mandato della precedente RSU e in particolare di accordo sperimentale sulle 85 ore, una tantum e FCA, Welfare e ufficio convenzioni e accordo sulle indennità.

ARRETRATI CCNL.

A maggio in busta paga vi saranno le competenze del nuovo CCNL e gli arretrati del 2017 e 2018, mentre gli arretrati 2016 e l’elemento perequativo verrà corrisposto con lo stipendio di giugno.

CHIUSURE OBBLIGATORIE.

L’Amministrazione ha accettato la richiesta della scorsa RSU (condivisa dall’attuale) di spostare  due giorni di chiusura obbligatoria collettiva estiva (20 e 21 agosto) al 24 e 31 dicembre.

PEO 2018.

Per quanto riguarda le PEO 2018 ha ribadito di dover attendere  il conto consuntivo 2017, in cui indicare i risparmi certificati sugli straordinari 2017. Il conto consuntivo sarà disponibile a giugno e la procedura verrà avviata in estate per un periodo bastante a presentare le domande (tenendo conto del periodo di ferie). A settembre verranno inserite le valutazioni e si esamineranno i riesami. Subito dopo verranno stabilite le graduatorie, la valutazione degli eventuali ricorsi e poi vi sarà l’attribuzione delle PEO con decorrenza 1/1/2018.

TICKET.

L’Amministrazione ha dichiarato di avere disdetto il contratto di fornitura dei ticket cartacei con Qui Ticket e di avere stipulato, su mandato del CdA a partire dal 1° settembre p.v., un contratto con un nuovo un nuovo gestore (Società Edenred Italia S.r.l. – Ticket Restaurant) per la fornitura di buoni pasto elettronici a partire dal 1 settembre 2018. Ci è stato assicurato, per quanto riguarda i buoni pasto cartacei Qui Ticket, la regolarità del servizio fino al 30 agosto in tutti i locali convenzionati utilizzati dai dipendenti universitari.

La RSU ha chiesto che fosse mantenuto la modalità di ticket cartaceo con altro operatore così come fatto dal Politecnico. L’Amministrazione non si è dichiarata disponibile ad esplorare un distacco da CONSIP e una ricerca su un possibile contratto per una fornitura di buoni pasto cartacei perché’ questo richiederebbe una gara europea che non sarebbe compatibile coi tempi di risoluzione del vecchio contratto. La RSU ha chiesto che sulla nuova fornitura venga resa pubblica una normativa di utilizzo e per quanto riguarda la spendibilità dei buoni pasto elettronici, soprattutto nelle sedi decentrate, sia avviato al più presto il previsto l’ufficio convenzioni che possa attivamente occuparsi di stabilire nuove convenzioni.

TRASFERIMENTO A LODI (E DA CREMA).

A giugno-luglio è previsto l’avvio ospedale veterinario e la contestuale chiusura di quello di via Celoria; a settembre-ottobre avverrà l’avvio dei corsi universitari (è stato già concordato un potenziamento trasporti) e per dicembre è previsto il trasferimento delle attività dipartimentali. L’accordo con la società costruttrice prevede che tutto sia pronto per ottobre. L’amministrazione ritiene di avere messo in campo tutte le possibili mobilita a richiesta e ribadisce che sin dall’inizio del confronto sindacale era stato affermato che non tutte le richieste di poter restare a Città Studi avrebbero potuto essere soddisfatte. Questa modalità varrà in futuro anche per la chiusura nel 2020 della sede di Crema e valuteranno anche le richieste di trasferimento di personale da Crema a Lodi. Il CdA ha già bandito la gara per il servizio mensa per Lodi e per la residenza ex-CIDIS di Cascina Codazza.

La Rsu ha espresso il suo disaccordo con come è stata gestito questo trasferimento e ha ribadito la sua richiesta di un urgente tavolo tecnico in merito. Inoltre ha espresso la sua contrarietà alla comunicazione d’affidamento del servizio guardiania/vigilanza della sede di Lodi (e in parte anche del nuovo polo informatico di via Celoria) a una società esterna, scelta giustificata con costi paragonabili a quelli di assunzione di personale di categoria B direttamente dall’Ateneo (ma senza fornire alcun dato in giustificazione di questa affermazione) ma con maggiore flessibilità di utilizzo.

RIEQUILIBRIO ORGANICO TECNICI

Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha informato che l’ultimo Senato Accademico ha deliberato 10 punti organico (pari a 30/35 assunzioni di personale) da dedicare alle realtà tecnico-scientifiche dei Dipartimenti. La mobilità interna che sarà attivata prima dei bandi al pubblico potrà aiutare anche la mobilità dei tecnici stessi che non intendano trasferirsi a Lodi.

PERMESSI PER VISITE MEDICHE, TERAPIE ECC.

La RSU ha fatto presente che ritiene ingiustificata la fretta con cui l’Amministrazione ha inviato, il 2 maggio, la circolare in oggetto, essendo previsto dal CCNL che le normative contrattuali debbano essere applicate entro il 19 maggio. L’Amministrazione ammette di dover richiedere diversi pareri all’ARAN sull’interpretazione di alcuni aspetti dell’art. 51. Verranno forniti alla RSU i quesiti sottoposti all’ARAN. La RSU e la OO.SS. hanno richiesto di un tavolo specifico di applicazione dell’art. 51.

                                                                                                Comunicato nr. 02n/2018 – maggio 2018

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TRASFERIMENTO A RHO-EXPO: SPENDERE TANTO, RISPARMIARE POCO, STARE PIÙ STRETTI E FUORI MILANO.

Se chiedete a Rettore e Direttore Generale perché dovremmo trasferirci da Città Studi a Rho-EXPO vi risponderanno: perché è tutto nuovo e perché risparmieremo 6 milioni l’anno in costi di gestione.

Sarà pure tutto nuovo, ma si dimenticano che gli spazi verranno ridotti del 40% (dai 250.000 mq di Città Studi ai 150.000 di Rho): importante razionalizzare, ma far stare 20.000 persone, in poco più della metà dello spazio attuale ci sembra eccessivo (8 mq a persona). Inoltre, particolare di non poco conto, Città Studi è di nostra proprietà e in parte in comodato d’uso gratuito dal Demanio mentre a Rho non saremmo proprietari degli edifici per 30 anni e del terreno per 99.

Dicono poi che risparmieremmo 6 milioni l’anno in costi di gestione in quanto Città Studi è dispersiva e costosa. È vero che hanno cambiato così tanto le versioni che è difficile tenere il punto, ma l’ultima “narrazione” sostiene che non sia più necessario monetizzare e vendere gli immobili di Città Studi per edificare a Rho: questo però non vuol dire che non si venderà. Lo si dovrà fare per forza, perlomeno per ridurre i costi di gestione (cosa peraltro confermata dai documenti che circolano in queste ore). Pertanto, per sgomberare il campo da ogni ambiguità, nei programmi degli amministratori dell’Ateneo Città Studi verrà venduta: i lavori per Rho potranno iniziare prima della vendita, ma prima o poi verrà venduta.

Permetteteci un inciso (che poi è una richiesta storica dalla RSU). Solo con la dismissione degli affitti di via Sant’Antonio (uffici amministrativi) e via Comelico (informatica) e il trasferimento dei relativi uffici nei palazzi di nostra proprietà di via Mercalli (abbandonato) e via Celoria (nuovo), con un decimo della spesa si produrrebbe più della metà di quel risparmio di gestione previsto su Rho-EXPO: vedasi la tabella allegata. A dimostrazione di quanto poco economicamente vantaggioso sia il nostro trasferimento a Rho-EXPO e di come l’unica beneficiaria dello stesso sia quella politica che ha creato il buco di bilancio di EXPO 2015.

Concludiamo dicendo che l’Ateneo ha incaricato un advisor per individuare il miglior piano economico finanziario: scommettiamo che si opterà sulla finanza di progetto proposta da Lendlease?

Quel che grida vendetta è che la stessa cosa non venga fatta per il rilancio di Città Studi con uno studio di fattibilità per la ristrutturazione dei nostri immobili, studio che come RSU chiediamo nuovamente con forza. Non è stato infatti avviato il percorso previsto dal D.lgs. 50/2016, art.23, c.5 (modificato dal D.lgs. 56/17, art.13) che prevede: “Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire.”

Lo ripetiamo: lo spazio per il grande campus scientifico di Milano esiste già, il suo nome è Città Studi!

 

Comunicato nr. 01n/2018 – maggio 2018

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Giovedi 19 aprile, ore 18.30: CORTEO SONORO PER CITTA´ STUDI

COMUNICATO STAMPA

“Lo spazio per il grande campus scientifico milanese esiste già e si chiama Città Studi”.

Con questo slogan tornano a mobilitarsi – dopo la fiaccolata ed il presidio
sotto Palazzo Marino dello scorso mese di novembre – i comitati di cittadini, collettivi studenteschi, operatori economici, docenti e rappresentanze sindacali universitarie riunitisi sotto il vessillo dell’ “Assemblea di Città Studi” per sollecitare il rilancio del polo scientifico milanese dell´Università Statale di Milano, attualmente ubicato nell’omonimo quartiere semi-centrale.

Per farlo, hanno organizzato, per le ore 18,30 del prossimo giovedì 19 aprile, un “corteo sonoro” che attraverserà le principali vie del quartiere di Città Studi. Ogni strumento ed oggetto che possa servire a produrre suoni é ben accetto, secondo gli organizzatori.

Sul futuro del quartiere – secondo i promotori dell´iniziativa – incombono il trasferimento delle Facoltà Scientifiche dell´Università Statale di Milano nell´ex-area Expo, nonché dell´Istituto Nazionale dei Tumori e del Neurologico Besta nella “Città della Salute” di Sesto San Giovanni. Una perdita di funzioni e servizi ritenuta inaccettabile.

Gli attivisti dell´Assemblea di Città Studi, così, intendono anche dare una risposta alle cariche di polizia con le quali – il 6 marzo scorso – era stata accolta una manifestazione organizzata dall’Assemblea di Città Studi per farsi ascoltare dal Senato Accademico della Statale convocato per discutere, in via preliminare, la proposta di realizzazione del campus     nell´ex-area Expo con il sistema del Partenariato Pubblico-Privato ex-art. 180 D.lgs.50/2016 avanzata – il 23 febbraio precedente – dalla società aggiudicataria della concessione per la gestione dei terreni ex-Expo, la multinazionale australiana Lend Lease.

In quell´occasione alcuni studenti avevano riportato delle contusioni.

Tuttavia, queste circostanze non scoraggiano affatto i fautori del rilancio del rinomato polo scientifico cittadino in alternativa al suo trasferimento nell´ex-area Expo, soluzione, quest´ultima, considerata alla stregua di un sistema di finanziamento surrettizio dell´esposizione debitoria aperta per acquistare i terreni sui quali, nel 2015, si era svolta l´esposizione universale.

Assemblea di Città Studi osserva, infatti, che il nuovo governo potrebbe ridefinire in funzione dell´implementazione in loco del campus cittadino la destinazione dei circa 130 milioni di euro con i quali, attraverso il Patto per la Lombardia, il Governo dell´ex-premier Renzi e l´ex-governatore regionale Maroni avevano deciso di finanziarne il trasferimento nell´ex-area Expo.

MILANO 17-4-2018

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