REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELLA RSU DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELLA RSU DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

ART. 1
La Rsu si riunisce in via ordinaria nella seconda settimana di ciascun mese, possibilmente alternando la sede di riunione tra via Festa del Perdono e Città Studi, fatta salva l’interruzione estiva di agosto. Il calendario delle sedute ordinarie è stabilito all’inizio di ogni anno accademico e portato a conoscenza di tutto il personale tecnico-amministrativo; sono ammesse variazioni in caso di necessità.
La Rsu si riunisce inoltre ogni qualvolta le circostanze lo richiedano, in data concordata di volta in volta tra i componenti della Rsu.

ART. 2
Nella prima seduta del proprio mandato, la Rsu nomina tanti coordinatori quante sono le liste che hanno ottenuto almeno un eletto in Rsu, uno per ogni lista.
I coordinatori provvedono alla convocazione di ciascuna seduta ordinaria e straordinaria, mediante e-mail da inviare con congruo anticipo, contenente l’elencazione degli argomenti all’ordine del giorno.
Della convocazione è data comunicazione a tutto il personale tecnico-amministrativo. Le sedute sono pubbliche.

ART. 3
La seduta è presieduta da uno dei coordinatori della Rsu a rotazione.
In assenza dei coordinatori, la seduta è presieduta da un componente Rsu preliminarmente indicato dall’assemblea.
All’inizio della seduta il Presidente verifica l’esistenza del numero legale. Per la validità della seduta è necessario che tutti coloro che hanno qualità per intervenirvi siano stati regolarmente convocati. La riunione ha il numero legale, e quindi la RSU ha poteri deliberanti durante la riunione stessa, quando vi partecipi almeno la metà più uno dei componenti della RSU.

ART. 4
In apertura di seduta possono essere presentate, da parte del Presidente o di un componente della Rsu presente, proposte di modifica dell’ordine di trattazione degli argomenti; queste proposte devono essere approvate dalla Rsu (solo alla presenza del numero legale).
La discussione è aperta dal Presidente illustrando l’argomento o la proposta di delibera, ovvero invitando un componente a farlo in sua vece.

ART. 5
Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti. L’espressione del voto è palese e si effettua per alzata di mano.
Le delibere sono valide solo alla presenza del numero legale.

ART. 6
Della seduta è redatto verbale a cura di un componente della Rsu, che a rotazione svolge le funzioni di segretario.
Il verbale deve indicare: il giorno e il luogo della riunione; chi presiede e chi esercita le funzioni di segretario, i nomi dei componenti presenti; l’ordine del giorno; l’illustrazione degli argomenti trattati, le delibere assunte e l’indicazione dell’esito delle votazioni, nonché le eventuali affermazioni e dichiarazioni di voto di cui sia stata richiesta la verbalizzazione da parte dell’interessato nel corso della seduta. Il verbale fa esplicita menzione dei voti favorevoli e contrari espressi dai singoli componenti, nonché delle astensioni e delle eventuali non partecipazioni al voto.
Entro dieci giorni lavorativi dalla seduta, il segretario invia il verbale a tutti i componenti della Rsu per approvazione. Una volta approvato, il verbale è pubblicato sul sito della Rsu. Dell’avvenuta pubblicazione è dato avviso a tutto il personale tecnico-amministrativo.

ART. 7
La Rsu provvede inoltre a inviare, entro e non oltre quattro giorni lavorativi dall’incontro di trattativa, a tutto il personale tecnico-amministrativo, un resoconto degli incontri di trattativa.
A rotazione un membro della RSU predispone, entro due giorni lavorativi dall’incontro, il resoconto delle stesso, che invia via posta elettronica a tutti i componenti della Rsu.

ART. 8
Ciascun componente della Rsu può presentare proposte di modifica al Regolamento di funzionamento della Rsu. Le modifiche devono essere approvate dalla metà più uno dei componenti della Rsu.

ART. 9
Il presente regolamento, approvato con le modalità sopra descritte, entra in vigore dal giorno successivo alla sua approvazione.

NORME FINALI

Qualora la Rsu, all’interno del mandato, non raggiunga il numero legale per quattro mesi consecutivi, fatta salva l’interruzione estiva di agosto, le riunioni successive sono comunque ritenute valide quando siano presenti almeno un terzo più uno dei componenti della Rsu.
In questo caso, purché la seduta sia regolarmente costituita, possono essere avanzate proposte di delibera riguardanti gli argomenti all’ordine del giorno da sottoporre al voto di tutti componenti della Rsu. In tal caso, inviata via posta elettronica la proposta di delibera, ciascun componente della Rsu può esprimere il proprio voto, sempre via posta elettronica.
Il conteggio dei voti avverrà non prima di sette giorni lavorativi dall’invio della proposta. Le delibere sono valide se raggiungono la maggioranza dei consensi, cioè metà più uno dei componenti della Rsu.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’ IL 29 MARZO 2012

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DELIBERA N. 1 DELLA RSU DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO – 29 MARZO 2012

La RSU dell’Università degli Studi di Milano, riunita in data 29 marzo 2012 presso la saletta sindacale di Via Festa del Perdono, verificata la presenza del numero legale

delibera che

– il monte ore annuale di permessi sindacali attribuiti alla RSU è messo a disposizione in parti uguali a ciascun componente della RSU;

– la quota di monte ore messo a disposizione del singolo componente Rsu potrà essere redistribuito tra gli altri componenti eletti all’interno della lista in cui il componente si è presentato;

– ogni tre mesi la Rsu, tramite i coordinatori, verifica l’utilizzo delle ore di permesso sindacale attribuiti alla Rsu;

– il singolo componente della Rsu s’impegna a non utilizzare ore di permesso sindacale Rsu oltre la quota che gli è stata messa a disposizione.

Milano, 29 marzo 2012

Approvata all’unanimità

Mozione contro le modifiche all’articolo 18 approvata dalla RSU d’Ateneo

Di seguito la mozione contro le modifiche, proposte dal Governo,  all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e approvata all’unanimità nella riunione della RSU d’Ateneo di oggi 29 marzo 2012.

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La RSU dell’Università degli Studi di Milano fa appello a tutte le Organizzazioni Sindacali e al Parlamento affinché respingano qualsiasi attacco all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che sancisce il diritto a essere reintegrati quando si è stati licenziati ingiustamente.

Cancellare di fatto l’art. 18, come nella proposta elaborata dal Governo e che sarà inserita nel previsto disegno di legge, non significa solo attaccare le libertà individuali, ma anche ricattare di fatto i lavoratori, mettendo in discussione le possibilità di sostenere collettivamente i propri diritti con la contrattazione e lo sciopero, aumentando così la precarietà del lavoro.

Nella proposta del Governo è affermato, per settore del lavoro pubblico, che “eventuali adeguamenti alle disposizioni del presente intervento saranno demandati a successive fasi di confronto”; quindi l’eventuale approvazione della norma proposta in Parlamento significherà quasi sicuramente un’applicazione successiva anche nel settore pubblico.

Viceversa, pensiamo che in questo momento di grave crisi economica, sia necessario adoperarsi per estendere a tutti/e la tutela del reddito e gli ammortizzatori sociali, cancellare i rapporti di lavoro precari ed estendere regole e tutele a tutti i lavoratori.

Va rafforzata la funzione del Contratto nazionale per garantire pari dignità e pari retribuzione a parità di lavoro svolto, difesa l’integrità dello Statuto dei lavoratori, esteso l’art. 18 nelle aziende di ogni dimensione, perché mai potrà essere un fattore di crescita la libertà di licenziare.

La RSU sosterrà le iniziative di mobilitazione volte al ritiro della norma e si impegna a convocare un’assemblea generale delle laoratrici e dei lavoratori di UNIMI quando sarà disponibile il testo del disegno di legge del Governo.

Milano, 29 marzo 2012

La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’Università degli Studi di Milano.

Mozione approvata all’unanimità.

VALUTAZIONE DEL NUOVO STATUTO DA PARTE DELL’RSU

La RSU valuta negativamente l’approvazione del nuovo statuto da parte del CDA del 27/9/2011 e del Senato Accademico dell’11/10/2011.

Le richieste manifestate unitariamente dalla RSU di ateneo e dalle Organizzazioni sindacali nel corso di un incontro con la commissione statuto e poi di un’irruzione di una riunione congiunta CDA-Senato non sono quasi state prese in considerazione. Il rappresentante dei lavoratori in commissione statuto si è quasi sempre trovato di fronte un muro formato dal rettore e da una gran parte dei docenti.

In particolare segnaliamo:

  • I lavoratori voteranno per il rettore con un voto che varrà 1/8 rispetto a quello dei docenti: in altri atenei è stato ottenuto un voto che valesse 1/4.
  • I direttori di dipartimento presenti di diritto in Senato saranno 10 e non 8 (minimo previsto dalla legge). I rappresentanti dei lavoratori saranno 4 su 35, mentre in CDA i lavoratori non avranno rappresentanti.
  • In CDA siederanno 4 esterni (e non 3, minimi previsto dalla legge) su 11 membri.
  • Nei consigli di dipartimento sarà presente solo una piccola rappresentanza di lavoratori, e solo questi rappresentanti potranno votare per il direttore. Noi chiedevamo la presenza di tutti i lavoratori, con diritto di voto sulle questioni amministrative e per l’elezione del direttore.
  • Non vi è stata l’istituzione nell’ambito di Dipartimenti di una Struttura di Direzione dei servizi generali, amministrativi e tecnici con l’individuazione di un Direttore dei servizi per la didattica a cui far afferire il personale tecnico amministrativo non utilizzato per compiti propri dell’area tecnico- scientifica, al fine di dare compiuta separazione tra le funzioni di indirizzo politico e quelle gestionali ai sensi dell’art. 15, comma 2, del D.lgs. n. 165/20, come avevamo richiesto.

Abbiamo più volte denunciato l’indirizzo anti-democratico della legge Gelmini, che prevede un CDA ristretto e con impostazione aziendalistica, un rettore-monarca e un direttore generale-manager, nel contesto di un’università in mano alla sempre più ristretta oligarchia dei professori ordinari. Lo statuto approvato nonostante molti voti contrari risulta addirittura peggiorativo e fatto contro la volontà espressa dalle rappresentanze dei lavoratori.

Alberto Airoldi, Cristina Barbero, Filomena Angelillo, Loredana Boccotti, Claudio Canevari, Andrea Cerini, Gianluigi Croci, Cassandra De Marco, Anna Ettore, Franco Fiorillo, Ernesto Gandini, Davide Lo Prinzi, Sebastiano Rinaldi, Omar Tanzi, Ivano Zanetta

della RSU di Ateneo