LA FORMAZIONE IN ATENEO: L’AMMINISTRAZIONE CALPESTA I DIRITTI E LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI
Care colleghe cari colleghi,
nelle scorse settimane è stato inviato ai lavoratori il “Piano della Formazione” per il 2006. Qualche settimana prima l’Amministrazione l’aveva presentato alla RSU e OO.SS., chiedendo osservazioni.
La RSU ha prontamente raccolto l’invito, rispondendo all’amministrazione con la lettera che alleghiamo a questo comunicato. In sostanza, abbiamo presentato una serie articolata di osservazioni e alcune richieste, in particolare ponendo l’accento sulla garanzia della corretta e dovuta applicazione della norma contrattuale che prevede che la formazione vada garantita a tutti a turno e, prioritariamente, a chi sta maturando (o ha maturato) i requisiti di anzianità per le progressioni economiche (3 anni) e per i passaggi di categoria (5 anni).
Accanto a questa sono state avanzate una serie di richieste relative alla prosecuzione dei corsi ECDL e, più in generale, di quei corsi da cui molti lavoratori erano rimasti fuori nel 2005, oltre che all’attivazione di corsi specifici di riqualificazione dei lavoratori della categoria B. Ci era parso utile proporre l’attivazione di corsi di formazione del personale interessato a partecipare alle commissioni concorsuali, dato che l’attuale situazione vede il coinvolgimento in queste attività di un’esigua minoranza di lavoratori, poiché la maggioranza non disporrebbe delle competenze richieste. Avevamo chiesto, inoltre, un meccanismo più trasparente per l’adesione ai corsi (domande).
La lettera della RSU osservava infine che il piano di formazione presentato non sembra garantire la congruità dei corsi con l’attività svolta o da svolgere da parte dei lavoratori e non spiegava come si collegasse la scelta dei corsi fatti con le esigenze di professionalità delle dotazioni organiche d’ateneo e le eventuali situazioni di sottoinquadramento da sanare.
In breve, il piano di formazione sembra riconfermare una gestione discrezionale della formazione da parte dell’Amministrazione, che finisce col giustificare il ricorso a personale esterno invece di riqualificare il personale interno.
La nostra lettera non ha avuto risposte e nessuna delle osservazioni è stata poi presa in considerazione al momento di varare il piano di formazione, quindi viene naturale dubitare delle intenzioni dell’Amministrazione quando ha presentato il Piano alle RSU.
E’ evidente che questo comportamento frustra ogni tentativo di stabilire corrette relazioni sindacali con la dirigenza e ed è fonte di preoccupazione per quanto riguarda la trattativa appena aperta per il già difficile rinnovo del contratto d’ateneo.
Intanto invitiamo i lavoratori, e in particolare quelli che stanno maturando i requisiti d’anzianità per le progressioni economiche (3 anni) e per i passaggi di categoria (5 anni) ad avanzare domande scritte e protocollate di partecipazione ai corsi di formazione – eventualmente utilizzando il modulo che alleghiamo – e a segnalare alla RSU e ai suoi componenti ogni comportamento che violi o metta in discussione il diritto alla formazione.
Milano, 27 febbraio 2006 RSU d’ateneo