Riportiamo un resoconto dell’incontro avuto ieri con il delegato del Prefetto per un tentativo di riconciliazione della trattativa, relativa al contratto di Ateneo, interrotta.
Nella giornata di ieri, 16 maggio, le delegazioni di RSU, organizzazioni sindacali e amministrazione si sono incontrate davanti ad un delegato del Prefetto per il tentativo obbligatorio di conciliazione: e’ la prima volta che si arriva a questo punto: non c’è che dire, un bel successo per la nostra amministrazione!
Quando si proclama uno sciopero, come nel nostro caso, si attiva una procedura prevista dalla legge ed è necessario fare un tentativo di conciliazione davanti ad un rappresentante del governo.
Il compito di quest’ultimo non è quello di dare torti e ragioni, ma di sentire le diverse argomentazioni e suggerire delle modalità per tentare un accordo.
La cosa piu’ importante scaturita da questo incontro è che è stata considerata legittima l’impostazione che la RSU ha sempre sostenuto: nonostante le obiettive difficoltà dovute alla finanziaria 2005 ed al mancato trasferimento agli atenei da parte del ministro Moratti dei finanziamenti per 2 contratti nazionali, l’università, visto che ha una sua autonomia (che difende gelosamente), può anche trovare delle risorse aggiuntive per la contrattazione.
Il prefetto ha ritenuto di proporci un ultimo incontro per il prossimo lunedì pomeriggio, noi abbiamo precisato che siamo disposti a trattare solo in accordo con quanto previsto dalle assemblee dei lavoratori: recupero salariale, nessuno scambio coi passaggi orizzontali, maggior flessibilità d’orario.
Nel pomeriggio del 16 si è svolta l’assemblea-presidio dei lavoratori, che ha visto un coinvolgimento in crescita ed una partecipazione di gran lungo superiore a quella degli ultimi presidi; l’assemblea si è poi trasformata in un corteo interno che ha interrotto la seduta del Senato accademico, esponendo lo striscione: ”Non ci sono solo docenti e dirigenti: contratto d’ateneo subito!”, volantinando fac-simile di buste paga mostranti stipendi inferiori ai 1.000 euro (pdf) e sollecitando una presa di posizione da parte dell’organo di governo dell’università.
Il corteo interno è poi sfilato tra gli uffici e nel settore didattico, per spiegare agli studenti ed ai lavoratori che sono rimasti in ufficio a lavorare quali sono i motivi della mobilitazione.
Sappiamo che molti colleghi a tempo determinato avrebbero voluto partecipare, ma si sentono ricattati per la conferma del loro contratto: l’amministrazione infatti da anni può godere di un ”periodo di prova” di 3 anni, e quindi di personale ricattabile, a cui imporre ritmi di lavoro, orari e, talvolta, l’autosospensione dei propri diritti.
A questi lavoratori va tutta la nostra solidarietà e un invito a metterci al corrente di eventuali abusi e violazioni di diritti.
Nel prossimo comunicato vi daremo le novità sul prossimo incontro con il delegato del Prefetto.
Milano 17 maggio 2006
RSU di Ateneo