Il 12 luglio RSU, sindacati e Amministrazione si sono incontrati per verificare l’impegno preso dall’Amministrazione di andare incontro alle richieste avanzate unitariamente da RSU e sindacati e sostenute dalla mobilitazione dei lavoratori per riconoscere le progressioni a tutti i lavoratori interessati.
La nuova proposta dell’Amministrazione è di anticipare i fondi che dovrebbero arrivare dal Contratto nazionale 2002-2005 in adeguamento del salario accessorio per sopperire alla “carenza” di fondi per le progressioni. Così si arriverebbe a coprire l’85% dei passaggi per i ca. 1300 lavoratori che hanno requisiti richiesti per passare al gradino economico superiore.
Non essendoci la copertura economica per tutti i passaggi, diverrebbe decisiva anche la valutazione dei lavoratori fatta attraverso la scheda (un’altra pagellina) da quì la graduatoria per stabilire chi – in questa tornata – deve passare al gradino economico superiore, anche se il numero di quanti non passano è già stabilito a priori dai fondi stanziati (nel caso il 15%). Altra cosa è quanto pretende l’Amministrazione che vuole usare questa occasione per decidere, attraverso la definizione di un punteggio minimo, chi sono i “meritevoli” e chi no, fra l’altro con la possibilità di una segnalazione sui fascicoli personali, cosa con la quale non saremmo assolutamente d’accordo.
Insomma una proposta inaccettabile nel metodo e nel merito e anche alla luce della situazione salariale in cui ci troviamo: perché priverebbe i lavoratori di un adeguamento del salario accessorio dovuto che si aspetta ormai da anni, perché suonerebbe come un misconoscimento dell’impegno profuso e dell’esperienza professionale maturata dai lavoratori, collettivamente, in questi anni di trasformazioni ed emergenze, perché ipotecherebbe anche le future progressioni sottoponendole al ricatto della “carenza di fondi” o anche del giudizio delle pagelline, perché rafforzerebbe la tradizione delle contrattazioni “a costo zero” (quando si tratta di “non docenti” … ovviamente !) facendone la regola (forse l’unica certa) delle contrattazioni d’ateneo e mandando ai pesci ogni speranza (e promessa) di una contrattazione d’ateneo che integri e migliori la contrattazione nazionale.
L’autonomia deve assumersi le sue responsabilità verso i lavoratori e non cercare di sfuggirvi !
Noi ci permettiamo sommessamente di suggerire all’Amministrazione di andare a pescare i fondi necessari dal bilancio dell’ateneo dove risultano “dispersi” oltre 5 milioni di euro resi disponibili da dimissioni e cassazioni di personale tecnico-amministrativo a partire dal 2002…. l’appuntamento di settembre potrebbe essere l’occasione giusta per l’Amministrazione per dare segnali nuovi al personale ! Sarebbe anche questa una operazione “a costo zero” (i fondi sono sempre quelli dei lavoratori) ma almeno non toglierebbe nulla a nessuno e anzi restituirebbe qualcosa !
Diamo appuntamento ai lavoratori a settembre per riprendere la mobilitazione per le progressioni economiche per tutti e anche per rimettere in pista la rivendicazione dell’adeguamento del salario accessorio per tutti. Quello che ci è riconosciuto non basta a integrare dignitosamente il salario nazionale: va aumentato e non diminuito !
Intanto godiamoci per quanto possibile meritate vacanze !
RSU Rappresentanze Sindacali Unitarie-Università degli Studi di Milano
OO.SS. d’Ateneo (Snurl Cgil – Cisl Università – Uil – RdB – Cisapuni)