APPELLO ALLE AUTORITA’ ACCADEMICHE
Le RSU, nella seduta del 17/3/2003, hanno deciso all’unanimità di
sottoscrivere un appello contro la guerra, il cui testo viene pubblicato qua sotto.
Si tratta, a nostro parere, di una doverosa presa di posizione contro una
guerra che infierirà contro un popolo oppresso e martoriato da un decennio
di sanzioni economiche e i cui costi verranno addebitati ai lavoratori di
tutto il modo.
Considerando anche il fatto che questa guerra viene condotta calpestando il
diritto internazionale e la Costituzione italiana, riteniamo che sarebbe
molto importante una presa di posizione da parte delle autorità
accademiche, a partire dal Rettore e dai Presidi di Facoltà.
L’università non deve essere un luogo di trasmissione asettica del sapere e
di altrettanto asettica ricerca scientifica: riflettere, dibattere e
intervenire sulla realtà che ci circonda è compito fondamentale per
un’istituzione conme la nostra.
Crediamo che sia imprescindibile, da parte
di intellettuali e di educatori, prendere posizione pubblicamente in una
circostanza così grave, e pertanto invitiamo alla sottoscrizione
dell’appello già sottoscritto dalle RSU e da alcuni gruppi studenteschi o
alla formulazione di un altro documento.
Per un COMITATO CONTRO LA GUERRA
all’ università “STATALE”
Noi, studenti, docenti, ricercatori, lavoratori e precari delle università di Milano diciamo no alla guerra globale e all’intervento in Iraq, senza se e senza ma, con o senza la legittimazione dell’Onu.
Crediamo che questa guerra sarà una catastrofe per i popoli dell’Iraq che già patiscono le conseguenze di un embargo decennale, dei continui bombardamenti angloamericani e del regime di Saddam Hussein, nonchè per i popoli di tutto il Medio Oriente.
Ci opponiamo a questa, come a tutte le altre guerre, perche’ subordina la vita, i bisogni e i diritti dei molti all’interesse dei pochi.
D’altra parte le mire strategiche non si limitano al controllo del petrolio e dell’area centro-asiatica, ma a ridefinire le relazioni di politica internazionale unicamente su rapporti di forza.Ci schieriamo contro la guerra perchè rifiutiamo di essere complici a partire dal nostro quotidiano, perchè sappiamo che le impronte sparse sulla scena del delitto di un bombardamento in Iraq o in Afghanistan conducono alla banca di cui siamo clienti, alla macchina con cui andiamo tutti i giorni al lavoro, ai giornali che leggiamo, ma anche all’università in cui studiamo o lavoriamo.
Oggi lo scenario di guerra si estende di scala e di intensità, pervade la ricerca, i flussi economici e le reti di informazione. Opporsi alla guerra significa quindi riconoscere che nessun sapere “neutrale”, se mai questa espressione abbia avuto senso-è ora possibile.Anche le nostre aule, le nostre biblioteche, i nostri laboratori, i nostri libri di testo, sono campi di battaglia di un conflitto strategico, quello per la produzione e l’uso delle conoscenze.
Per questo è necessario fare un passo oltre la pura presa di posizione di carattere etico: il rifiuto di questo stato di cose passa attraverso la scelta di non cooperare con la macchina da guerra e di sottrarsi alla schiera dei suoi cinici cantori, ma anche attraverso la condivisione di saperi, culture e forme di vita che escludano la guerra dal nostro orizzonte.
Se la guerra diventa quotidiana, il nostro rifiuto è inevitabilmente la rottura di un’ormai falsa quotidianità, di una simulata “normalità”; i tempi e gli spazi dell’università come della metropoli non possono rimanere immutati, ma devono diventare teatro di una presa di parola e di coscienza collettiva.
Del resto il dissenso acquista proporzioni di giorno in giorno più consistenti e diffuse a livello globale.
L’escalation della guerra preventiva è già in corso da tempo; l’inizio dei bombardamenti ne sancirà solo l’aspetto “spettacolare”.
La nostra risposta immediata sarà una mobilitazione permanente: intendiamo contribuire a trasformare la nostra università, da luogo cieco e sordo qual è ora, in un laboratorio della pace aperto a tutte le realtà cittadine.
Firmiamo questo appello per promuovere iniziative in ateneo, sui temi e i problemi aperti dallo scoppio della guerra, a partire dal giorno stesso dell’eventuale attacco militare e in vista dello sciopero generale contro la guerra:
* appuntamento alle ore 8.00 del mattino, successivo al primo attacco militare, presso il cortile del “Filarete” per organizzare la partecipazione alla manifestazione cittadina;
* assemblea studentesca d’ateneo nel pomeriggio (ore 14.30 – atrio ascensori – Via F. del Perdono 7);
* ritrovo nella pausa mensa (ore 12.30 – 13.30) di ogni mercoledi’ della settimana (atrio ascensori – Via F. del Perdono 7).
Non in nostro nome, non con il nostro cervello, non con le nostre braccia, non con con le nostre parole.
Studenti delle RETI UNIVERSITARIE CONTRO LA GUERRA – CGIL, CISL, UIL, RdB di Ateneo –
RSU Università degli Studi di Milano