Dove andranno a finire i 23 Miliardi?

DOVE ANDRANNO A FINIRE I 23 MILIARDI?

Martedì 25/6 un presidio e una delegazione di lavori intervenuta durante il C.d.A. hanno posto un problema: gli stipendi dei dipendenti dell’Università sono insufficienti per vivere a Milano.
La richiesta formulata era semplice: impegnare il C.d.A. a stanziare risorse aggiuntive per la contrattazione decentrata.

Oggi, dopo un ulteriore incontro con l’amministrazione, abbiamo le prime risposte: poco più di 80 centesimi al giorno in meno sul ticket (1 caffè al giorno), uno sconto del 20% sull’abbonamento annuale all’ATM (ma l’amministrazione ci mette solo 15€ per lavoratore). Per il resto alcuni propositi, che non sappiamo se, quando e come si concretizzeranno. In compenso abbiamo ascoltato l’ennesimo rifiuto sulla possibilità di spendere ovunque il ticket, questo nonostante le preoccupazioni già espresse dall’università Bicocca, che, anche per evitare possibili problemi relativi alla concorrenza sleale e alla privacy, hanno ritenuto opportuno accogliere le richieste dei lavoratori.

Oggi, però, è anche il giorno in cui il C.d.A. si riunisce per decidere come utilizzare un avanzo di oltre 23 miliardi di lire. Torniamo quindi a informare il C.d.A. del fatto che il nostro non è un problema di un caffè in più o in meno al giorno, ma quello di stipendi tra gli 800 e i 900 Euro al mese, di affitti che non si riescono a pagare. Noi non sentiamo il beneficio del ribassamento del prezzo dei voli aerei, dei computer e dei DVD, ma il rincaro delle patate e dei pomodori. Se questi sono i venali problemi che ci coinvolgono quotidianamente, precisiamo oggi alcune nostre venali richieste:

– progressione economica per tutti gli aventi diritto. Riteniamo pericolosa una risposta che mette in contrapposizione questa esigenza con la necessità di coprire tutti gli insegnamenti: la riforma universitaria non si fa sottraendo risorse ai lavoratori!

– Convenzioni sociali significative: sconto del 50% sull’abbonamento annuale all’ATM, consistenti sconti (non l’attuale 5%!) sui treni per i pendolari e sulle prestazioni sanitarie nelle strutture presso le quali l’Università è presente.

– Ticket gratuito e spendibile in ogni esercizio all’interno della provincia

– Adeguamento del salario accessorio

Assistiamo inoltre con preoccupazione alla sempre più spiccata tendenza all’esternalizzazione dei servizi e alla stipulazione di contratti con consulenti esterni, che comporta una continua tendenza alla svalorizzazione delle competenze dei lavoratori dell’Università.

Per quanto riguarda il nostro contratto nazionale sarebbe auspicabile un preciso impegno da parte del Rettore nel sostenerne l’urgenza presso l’ARAN e la CRUI.

Riteniamo che questi problemi siano di particolare interesse per il C.d.A., che potrebbe oggi, come ci auspichiamo, dare il via libera all’amministrazione per avviare una politica che prenda finalmente atto della gravità dei problemi dei dipendenti. Nessuna strategia di sviluppo, nessuna riforma, nessuna riorganizzazione di servizi potrà funzionare se continuerà a sussitere la situazione attuale.