Sciopero generale:l’inizio di una lotta

SCIOPERO GENERALE: L’INIZIO DI UNA LOTTA

Lo sciopero generale del 16 aprile ha avuto un notevole successo anche nella nostra università: l’adesione è stata di circa il 70%.

Senza dubbio moltissimi lavoratori hanno compreso che la questione dell’art.18 e dell’arbitrato sono un grimaldello per scardinare tutti gli altri diritti dei lavoratori (DIRITTI, non PRIVILEGI, i privilegi sono quelli di chi ha l’aereo privato, le ville faraoniche, le barche a vela, e che non si stanca di chiedere sacrifici sempre ai lavoratori).

Crediamo che molti abbiano anche capito che l’attacco che viene condotto contro i diritti dei lavoratori, contro il nostro salario (in particolare sotto la forma indiretta dello smantellamento dei servizi sociali), contro le certezze lavorative (sia attraverso la precarizzazione del lavoro sia attraverso i tagli occupazionali previsti dallo smantellamento dell’Ammininistrazione Pubblica e dell’Università pubblica con le esternalizzaizoni dei servizi e le FONDAZIONI) sia qualcosa di complessivo:

gli attacchi alla scuola pubblica e i tagli alla sanità rientrano nella stessa logica delle deleghe al governo sul mercato del lavoro.

Riteniamo però che la forte adesione si spieghi anche con la volontà di vedere finalmente nelle nostre tasche un po’ di soldi da troppo tempo attesi. L’Istat stessa ha calcolato in 8 milioni di lire annue la caduta del potere d’acquisto medio nell’ultimo decennio e abbiamo più volte ricordato come i nostri salari siano in caduta libera rispetto al costo della vita.

L’inflazione è formalmente al 2,5% (già ben al di sopra del tasso programmato), ma per quanto riguarda i consumi popolari (affitti, alimentari, benzina, RC auto, mezzi pubblici, tariffe varie) è ben al di sopra.

Siamo ancora in attesa del biennio economico 2000-2001 e del nuovo contratto nazionale, mentre il salario di produttività diminuisce nonostante l’aumento di produttività che i lavoratori grantiscono. Ormai è diventata un’abitudine rinnovare il nostro contratto con anni di ritardo (tanto paghiamo noi) senza che questo venga più contrastato (vedi l’Intesa dul rinnovo dei Contratti Pubblici 2002-2005).

A livello locale, nella nostra università, constatiamo come vi siano continue riorganizzazioni di servizi (il passaggio al 3+2, le biblioteche, le segreterie, ecc.) senza la minima disponibilità a individuare le risorse aggiuntive previste dal contratto. La nostra è una delle università più ricche del paese, investe e spende soldi in molte direzioni (talvolta in modo poco razionale o discutibile.), ma ben poco per i propri dipendenti.

La RSU ritiene pertanto di doversi impegnare, nei prossimi giorni, a formulare una piattaforma che individui ASSIEME AI LAVORATORI le rivendicazioni sulle questioni rimaste in sospeso o dimenticate da far valere nelle tratative con l’Amministrazione.

I periodici avanzamenti tramite mobilità previsti dal contratto, ma anche la trattativa sui ticket e sulle convenzioni per servizi sociali, hanno un evidente risvolto salariale: più soldi in busta paga nel primo caso, meno soldi da spendere in servizi dall’altro. Oltre a ciò le questioni ancora aperte dell’orario di lavoro (la riduzione a mezz’ora della pausa) e di un piano di formazione che rispetti i diritti contrattuali dei lavoratori e coinvolga tutto il personale che viene coinvolto nei processi di riorganizzazione e riqualificazione in atto..

Il sostegno di tutti i lavoratori alla trattativa che condurrà la RSU, in particolare nei prossimi due mesi , (con idee e suggerimenti, e con la partecipazione a eventuali iniziative di mobilitazione) sarà fondamentale per ottenere dei risultati positivi.