Progressioni economiche

Progressioni economiche:
nessuno deve rimanerne escluso!

Nell’incontro tecnico del 22 marzo l’Amministrazione ha comunicato che c’è la disponibilità finanziaria solo per una parte dei i 1350 lavoratori che hanno maturato (o stanno maturando) i requisiti per usufruire del passaggio di gradino economico all’interno della categoria. L’Amministrazione si è però riservata di fare ulteriori verifiche.

Dunque per molti lavoratori (in riunione si parlava di 200) si tratta di fare i conti con una prospettiva di non usufruire del passaggio di gradino per mancanza di fondi!

Come rappresentanti dei lavoratori non possiamo accettare che in una situazione di continua riduzione del potere di acquisto dei salari, di mancato rinnovo del contratto da oltre 2 anni e di riduzione di quelle integrazioni salariali d’ateneo per tutti con cui cerchiamo di sopperire ai mancati aumenti degli stipendi contrattuali, si possa pensare di escludere dalla possibilità di usufruire delle progressioni economiche una parte dei lavoratori.

I lavoratori stanno affrontando, con grande efficienza: condizioni di maggior carico di lavoro e di maggiore responsabilità dovuta alla continua riduzione degli organici (a causa del blocco delle assunzioni), mentre il numero degli utenti dell’ateneo è aumentato costantemente e sono aumentati i servizi che l’ateneo deve fornire loro. Finora i lavoratori hanno garantito questi servizi contando quasi esclusivamente sul loro senso del dovere e sulla capacità di offrire all’utenza grande professionalità, acquisita anche col l’auto-formazione, ma fino a quando i lavoratori dovranno accettare questa immobilità dell’Amministrazione?

L’Amministrazione sostiene che ha difficoltà a reperire fondi per finanziarie questi passaggi al personale tecnico-amministrativo, d’altro canto non ha nessuna difficoltà quando si tratta di concedere incrementi di stipendio ai docenti (anche se si tratta di automatismi, sono pur sempre incrementi salariali). Va sottolineata fra l’altro la creazione di nuove cattedre (nei prossimi mesi circa 150) che richiedono sicuramente dei finanziamenti. I dirigenti ne contempo continuano a percepire stipendi e integrazioni varie ormai uguali se non superiori a quelli dei manager del privato.

Non è bastato evidentemente aver smascherato lo scandalo di una formazione che in 5 anni non è riuscita a garantire la formazione a quasi metà del personale e non basta evidentemente il fatto che i giovani neoassunti appena possono scappano altrove (negli ultimi ben 150 giovani assunti da poco hanno dato le dimissioni !).
L’accordo stralcio sulla Formazione ha costretto l’Amministrazione a rispettare i criteri di accesso ai corsi del Contratto Nazionale (art. 45) al punto che è stata costretta a organizzare in 6 mesi quello che non ha fatto in 5 anni. Vigileremo – come stiamo cercando di fare al meglio perché tutti i lavoratori interessati a questa tornata di passaggi economici possano acquisire titoli formativi validi quanto quelli che l’Amministrazione ha garantito negli anni precedenti agli altri lavoratori mandati a formazione con criteri discrezionali.
Le RSU ritengono che deve cambiare la politica di gestione del personale. I diritti del personale devono essere garantiti!

La RSU ritiene che su questi importanti argomenti lavoratori debbano essere coinvolti, perché riguarda una parte molto consistente: circa 1350 persone per i passaggi ma che riguarda tutti sulla questione del salario accessorio. E sul terreno della mobilitazione ci confronteremo con l’Amministrazione.

I lavoratori hanno già dato, è ora di ricevere, per cui rivendichiamo:

– il diritto al passaggio economico per tutti gli interessati, nessun escluso
– un adeguamento vero delle quote del salario di produttività collettiva

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI, IN PARTICOLARE QUELLI COINVOLTI IN QUESTA TORNATA DI PROGRESSIONI ECONOMICHE, A PARTERCIPARE CON LE RSU AD UNA ASSEMBLEA GENERALE CHE SI TERRA’ IL GIORNO 27 APRILE 2004 NELL’ATRIO ANTISTANTE L’AULA MAGNA DI VIA FESTA DEL PERDONO 7 A PARTIRE DALLE ORE 14

4 marzo mobilitazione del mondo universitario

4 MARZO 2004: MOBILITAZIONE DEL MONDO UNIVERSITARIO

In questi giorni il mondo accademico sta affrontando un attacco governativo che, passando per la revisione dello stato giuridico della docenza, attacca soprattutto le nuove generazioni e porta un ulteriore smantellamento dell’Università pubblica rafforzando infine il processo di precarizzazione del lavoro tecnico-amministrativo negli atenei.

Intanto, il personale tecnico-amministrativo sta pagando da anni i processi di privatizzazione dell’Università con il deliberato ritardo dei rinnovi contrattuali e da ultimo con il blocco delle assunzioni. Il Contratto Nazionale è scaduto da oltre due anni e non viene rinnovato. Così i salari – tra i più bassi del pubblico impiego – sono bloccati dal 2001. Le nuove assunzioni sono tutte precarie e senza futuro, aumentano i carichi di lavoro mentre restano bloccati i riconoscimenti di produttività e professionali.

Per il personale tecnico-amministrativo, sottosalario e precarietà si accompagnano a una drastica riduzione dei posti di lavoro (a causa del blocco delle assunzioni) e alla prospettiva di smantellamento della categoria e dei diritti dei lavoratori attraverso le esternalizzazioni dei servizi e la costituzione di Fondazioni universitarie di diritto privato come unico rimedio alla crisi finanziaria ed alla crescente carenza di personale.

Si dimentica che il personale tecnico-amministrativo ha garantito – e continua a garantire – continuità e innovazione nei processi di trasformazione dell’Università, ma questo impegno rischia di essere vanificato dinanzi alla retorica con cui governo e rettori accompagnano il declino dell’Università pubblica.

La RSU d’ateneo partecipa a questa giornata di mobilitazione conscia che difesa dell’Università pubblica e difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori rappresentano le stesse facce di una battaglia più generale che va dalle questioni previdenziali, a quelle della precarizzazione del lavoro, a quello dello smantellamento delle tutele sociali dei cittadini e della riqualificazione dei servizi e delle amministrazioni pubbliche.

Milano, 2 marzo 2004

Esito trattativa del 15.02.04

RESOCONTO DELL’INCONTRO DI TRATTATIVA DEL 18/2/2004

La riunione ha affrontato i seguenti 4 punti:

1.Costituzione del Centro Servizi per la Didattica di Città Studi
2.Problemi con la convenzione BuonChef
3.Mobilità orizzontale
4.Deroga al blocco delle assunzioni a tempo indeterminato

1. L’amministrazione ha informato la rsu riguardo alle finalità e alle
competenze del centro, che dovrebbe crecare di razionalizzare l’utilizzo
delle aule di una parte di Città Studi e, in prospettiva, fornire anche un
supporto alla didattica. La rsu ha chiesto chiarimenti sulle competenze di
questo centro, sul budget di cui disporrà e sul personale assegnato. Alla
fine dell’anno il centro dovrà produrre una relazione sulle proprie
attività: la rsu entrerà nel merito della verifica degli obiettivi
realizzati e delle questioni relative al personale assegnato al centro. E’
condivisibile l’obiettivo di razionalizzare l’utilizzo delle aule,
riducendo, tra l’altro, il ricorso all’affitto di strutture esterne, ma non
si comprende perchè questo intervento organizzativo si progetti solo per
una parte di Città Studi.

2. Un cartello di esercenti di zona centro ha deciso di non accettare più i
tickets della BuonChef, a causa dell’aumento delle commissioni richieste e
di altri problemi insorti. L’amministrazione ha comunicato di avere
incontrato il responsabile della BuonChef, che ha manifestato la volontà di
mantenere la convenzione. L’amministrazione ha precisato che il
mantenimento della convenzione è subordinato alla soluzione del problema,
altrimenti verrà bandita una nuova gara. Verrà chiesto ai lavoratori di
segnalare eventuali comportamenti scorretti da parte degli esercenti, come
attribuire ai nostri tickets un valore inferiore a 7,30 euro. E’ stato
anche comunicato che gli esercenti, nel caso vogliano rescindere il
contratto con la BuonChef, devono rispettare un preavviso di un mese.
La RSU ha ribadito che non è ammissibile il mantenimento di una convenzione
che non coinvolge una parte consistente degli esercizi situati in
prossimità delle sedi (oltre alle mense interne!)

3. Il punto più sostanzioso dell’incontro è stato quello relativo alla
mobilità orizzontale, che coinvolgerà, a partire verosimilmente da giugno
(mese in cui dovrebbero essere inviate le lettere agli interessati), 1353
lavoratori. L’amministrazione ha individuato le risorse per fare compiere
il passaggio orizzontale a un migliaio di aventi diritto: ulteriori
passaggi sarebbero a loro avviso possibili andando a intaccare il fondo
produttività collettiva. Oltre al limite determinato dalle risorse vi è
pure la contrarietà dell’amministrazione a offrire la possibilità di
conseguire il gradino economico a tutti gli aventi diritto. Secondo
l’amministrazione è importante che vi sia una selezione.
La rsu ha manifestato la propria contrarietà a questa impostazione. E’
fondamentale trovare risorse per tutti gli aventi diritto, tanto più in
questa grave situazione di continua svalutazione dei nostri già
modestissimi salari. Inoltre una selezione che escluderebbe tra il 20-25%
degli aventi diritto, nella quale avrebbe un peso determinante anche il
giudizio dei capi struttura, creerebbe inevitabilmente ingiustizie,
rivalità, gravi motivi di insoddisfazione tra i lavoratori.
Per quanto concerne la produttività colettiva, nonostante che le risorse
siano inferiori a quelle dell’anno scorso, secondo l’amministrazione le
quote distribuite non dovrebbero essere decurtate, a causa della
diminuzione del personale in servizio. L’amministrazione ha lamentato
l’impossibilità di ricontrattare il salario accessorio in assenza del
contratto nazionale.
La rsu ha rilevato come proprio la riduzione del personale in questi ultimi
anni dimostri che vi è stato un notevole aumento della produttività, anche
considerando il fatto che i nuovi ordinamenti didattici hanno causato un
inevitabile incremento dei carichi di lavoro. Risulta veramente
intollerabile che in questa situazione il personale non veda incrementare
il proprio salario, in assenza di contratto nazionale e senza automatismi
(come gli scatti di anzianità). E’ necessario che la rsu proponga forme di
mobilitazione straordinaria. Visto che l’amministrazione concorda
sull’insostenibilità della situazione, si auspica che tali mobilitazioni
non verranno osteggiate, ma, anzi, sostenute con opportune prese di posizione.
L’amministrazione si è impegnata a convocare un tavolo tecnico per valutare
la possibilità di reperire ulteriori risorse.

4. Il governo ha previsto una parzialissima deroga al blocco delle
assunzioni a tempo indeterminato. Il nostro ateneo, inisieme a Bicocca e al
Politecnico, contatteranno tutti gli idonei nelle ultime graduatorie per
tempi indeterminati, ai quali è stato, nel migliore dei casi, offerto un
contratto a tempo determinato. Verrà poi formulata una richesta di posti al
ministero. Nel caso di una risposta positiva da parte del ministero, i
posti presso l’università di Milano potrebero essere una ventina, e,
quindi, un numero assolutamente insufficiente rispetto alle esigenze di
organico. E’ naturalmente positivo il fatto che si stabilizzi la posizione
di una ventina di precari, ma rimane aperto il problema di tutti i precari
assunti in questi anni con graduatorie per tempo determinato.