CONTRATTAZIONE DECENTRATA:
applicazione delle “code contrattuali”.
L’amministrazione sta inviando due circolari riguardanti l’applicazione della mobilita’ orizzontale e della mobilita’ verticale, previste dal contratto di lavoro.
MOBILITA’ ORIZZONTALE
Cosi’ come previsto dal Contratto Nazionale ogni due anni le amministrazioni devono fare la verifica del personale che ha almeno tre anni di anzianita’ nella categoria per consentire loro la progressione economica all’interno della categoria stessa (es. chi è in C 3, da tre anni, passa a C 4) .
L’attuale RSU ha contrattato risorse economiche sufficienti all’avanzamento di TUTTO il personale avente diritto (tre anni di anzianita’ nella posizione economica). Le date di riferimento sono quelle mantenute nella scorsa applicazione: calcolo anzianità 9 agosto 2002 (la scorsa volta era 9 agosto 2000), decorrenza gennaio 2003 (la scorsa volta era gennaio 2001).
MOBILITA’ VERTICALE
Il Contratto Nazionale prevede nell’ambito di una programmazione triennale (in questo caso 2000-2002) relativamente a posti da bandire con pubblico concorso, una riserva del 50% dei posti da destinare a personale gia’ in servizio.
La precedente RSU era riuscita a contrattare delle deroghe rispetto al regolamento degli accessi approvato dal Consiglio di Amministrazione, nello spirito di fare di questa prima tornata di mobilità verticale una ‘seconda puntata’ dei passaggi ex art. 74 del contratto nazionale:
a) in prima applicazione la valutazione e’ di 70 punti per titoli e i restanti 30 punti sulla base di una prova;
b) in prima applicazione può partecipare alla selezione solo il personale che ha almeno cinque anni di anzianita’ nella categoria di appartenenza.
A regime, nel 2003, il regolamento prevede che la valutazione sia per 50 punti su titoli e 50 punti sulla base della prova, e che possa partecipare anche il personale in servizio da almeno tre anni purche’ con il titolo di studio previsto per la categoria di arrivo.
L’amministrazione ha presentato nei giorni scorsi un piano di 143 posti relativi al 50% dei posti banditi al pubblico nel corso del 2000 e 2001; manca all’appello il 2002, anno in cui la prima finanziaria Berlusconi ha bloccato i concorsi pubblici.
La presente RSU in questa trattativa ha sostenuto:
a) l’aumento dei posti disponibili, motivandolo con la crescita qualitativa e quantitativa dell’ateneo: in questi anni sono sorti molti dipartimenti e centri di eccellenza per la ricerca. L’amministrazione ha risposto con un categorico diniego;
b) che i posti fossero ripartiti percentualmente, come nelle volte scorse, sulla base delle platee di aventi diritto (a maggiori aventi diritto maggiori posti a disposizione). Questo significa, per esempio, che se su 1.000 aventi diritto 180 sono tecnici con cinque anni di anzianita’ nella categoria, i posti a concorso riservato per D tecnici dovranno essere il 18% del totale. L’amministrazione ha preso atto della richiesta della RSU, ma poi ha presentato un’articolazione dei posti basata sulla valutazione unilaterale dei curricula degli aventi diritto. In presenza delle forti riserve avanzate dalla RSU, l’Amministrazione ha deciso di demandare al C.d.A la decisione;
c) che i bandi fossero di ateneo e di area professionale evitando cosi’ tentativi, presentati dall’amministrazione, di articolazione su struttura; l’amministrazione ha ritenuto impraticabile la richiesta della RSU. La proposta dell’amministrazione prevede quindi bandi articolati su struttura (anche se non si sa fino a che punto), il che significa che si concorrerà per un posto ben preciso, con prove ben precise, e non per un bando di Area professionale e d’ateneo, per esempio ‘’D” amministrativo;
d) che l’area professionale dei tecnici ricevesse quel credito di posti contenuto nello scorso accordo, conseguente all’applicazione dell’art. 74 del CCNL che aveva premiato maggiormente le competenze amministrative;
e) che il personale della categoria B, non previsto dal nuovo contratto nell’area delle Biblioteche, potesse trovare nei concorsi riservati una soluzione a diverse situazioni di sottoinquadramento;
f) che la verifica della rispondenza tra vincitori e posti disponibili in struttura fosse successiva alle procedure di selezione, non escludendo una mobilita’ in ateneo.
Riteniamo che quanto sostenuto dalle RSU in sede di trattativa sia la condizione minima per consentire a tutti gli aventi diritto (circa 1000 persone) di partecipare alle stesse condizioni. Viceversa un preventiva articolazione dei posti vacanti su struttura e quindi la pubblicazione di bandi contenenti gia’ prove previste per le rispettive strutture escluderà a priori molti lavoratori aventi diritto.
In considerazione delle continue risposte negative alle nostre richieste abbiamo motivi validi per pensare che questi concorsi saranno sì riservati, ma a chi l’amministrazione ha deciso di far fare il passaggio verticale. Si è già scatenata, infatti, la corsa da parte di capi struttura e docenti per sistemare situazioni di cronico sottoinquadramento e per fare avanzare chi vogliono loro. Per questo cercheremo di vigilare e denunciare qualsiasi atto che non sia lecito e che non abbia requisiti di trasparenza.
Questa mobilità verticale ‘’stiracchiata’’ fatta in fretta e furia per non incorrere nel blocco di assunzioni e spesa previsto dalla nuova finanziaria del governo Berlusconi, al pari di tanti altri adempimenti contrattuali, che si trascinano da mesi, è lo specchio dell’atteggiamento di questa amministrazione sulle questioni relative al personale. Si tratta di un continuo temporeggiare, un atteggiamento che probabilmente consente di effettuare qualche piccolo risparmio a discapito dei lavoratori, svilisce la trattativa sindacale e non fa altro che accumulare problemi.
Chiederemo che venga istituito l’Ufficio per le relazioni con il sindacato: è inconcepibile che non ci sia un referente per le questioni sindacali e che ci si debba rivolgere ogni volta che c’è un problema a dirigenti o funzionari diversi.