C’è chi può e chi non può.
Nonostante il riuscito presidio davanti al Consiglio di Amministrazione, nonostante gli impegni assunti e riportati nel precedente comunicato della RSU, la seduta di trattativa del 27/6 non ha dato i risultati sperati.
La traduzione della promessa di tenere conto della caduta verticale del potere d’acquisto dei nostri stipendi si può sintetizzare nei seguenti punti:
· ulteriore contributo dell’Amministrazione per i buoni pasto (indicativamente di € 0,80), ma rifiuto categorico di permetterne l’utilizzo in tutti gli esercizi convenzionati. Secondo l’Amministrazione i ticket sono e devono rimanere dei buoni pasto spendibili solo negli esercizi convenzionati;
· impegno a stipulare una convenzione con l’ATM per un abbonamento annuale con sconto di € 60 (dei quali 15 a carico dell’Amministrazione, il resto a carico dell’ATM e del Comune) per tutti i dipendenti (docenti e non docenti) interessati a utilizzare il trasporto pubblico;
· impegno a valutare la praticabilità di un simile accordo con Trenitalia
· impegno a proporre all’Istituto Stomatologico e/o al Dental Center dell’Ospedale S. Paolo una convenzione a favore dei dipendenti dell’Università
Non abbiamo ottenuto garanzie sulla disponibilità a trovare le risorse per far effettuare il passaggio economico a tutti gli aventi diritto. In compenso pare di capire che le risorse per i passaggi economici saranno quelle residue degli inquadramenti del 2001, dunque anche qui nulla di nuovo.
Le proposte dell’Amministrazione ci sono sembrate del tutto insufficienti. Se, da un lato, accogliamo con favore il fatto che nei confronti della nostra richiesta di stipulare delle convenzioni sociali a favore del personale non si oppone più il dubbio sulla loro legittimità, dall’altro notiamo la continua opposizione di ostacoli di varia natura alle nostre richieste economiche.
Di fatto pare proprio che secondo l’Amministrazione non vi sia alcuna strada percorribile per distribuire potere d’acquisto ai ‘’non docenti’’.
La seduta del CdA del 25/6, oltre alla promessa mozione ‘’a favore dei lavoratori’’ (della quale daremo lettura in assemblea), ha approvato l’adeguamento delle indennità del Rettore, del Prorettore, dei Consiglieri di Amministrazione e dei Revisori dei Conti.
L’adeguamento delle indennità di Rettore e Prorettore si è reso necessario in quanto alcuni mesi orsono era stato ‘’rideterminato’’ il trattamento economico del Direttore Amministrativo (€ 163.914,54, in vecchie Lire 317.382.813, più il 20% legato al conseguimento dei risultati). In questi casi esistono dei ben oliati automatismi, che determinano aumenti stipendiali a cascata.
I Consiglieri e Revisori dei Conti percepiscono circa € 310 a seduta, dato il notevole impegno richiesto dalla loro attività.
I dirigenti dell’Università e i docenti avevano già ottenuto da poco il proprio consistente adeguamento stipendiale.
Insomma: tutti i presenti, tranne noi, hanno visto in qualche modo aumentare, e non di poco, il proprio stipendio o la propria indennità.
Come abbiamo più volte segnalato, anche nell’intervento al CdA, la situazione che si viene a creare è sempre più intollerabile: gli stipendi di pochi continuano a crescere, il dislivello salariale aumenta in continuazione, i più si barcamenano tra affitti, mutui, tariffe, RC auto, ecc. SENZA ALCUNA SPERANZA PER IL FUTURO. Se tanto abbiamo perso in questi anni, infatti, i prossimi mesi promettono anche peggio: dalla reintroduzione del ticket sui medicinali al rischio dello smantellamento della nostra liquidazione (mediante la previdenza integrativa obbligatoria)
Vista la gravità della situazione e la necessità di continuare a far sentire la nostra voce a chi sembra proprio non voler intendere, abbiamo deciso di indire due assemblee:
martedì 9/7 in via Festa del Perdono, 3
AULA 302 (I piano).
Dalle ore 14,00 alle 16,00.
mercoledì 10/7 in via Celoria, Settore didattico,
AULA 304.
Dalle ore 14,00 alle 16,00.
Decideremo insieme come proseguire nella mobilitazione. Coglieremo anche l’occasione per riferire ai colleghi delle segreterie studenti le ultime proposte dell’Amministrazione per la loro struttura.