Esito del presidio

Ieri, martedì 25/6, nel pomeriggio, un presidio di più di 100 lavoratori dell’università si è riunito nell’atrio di via Festa del Perdono 7 per poi trasferirsi in prossimità della sala nella quale era riunito il Consiglio di Amministrazione.

Dopo aver rifiutato di aspettare la fine dei lavori del Consiglio per farci ricevere solo da alcuni consiglieri siamo riusciti a ottenere che una nostra delegazione, composta da 6 lavoratori, fosse ascoltata da tutto il CdA.

Abbiamo descritto la gravità della nostra condizione economica: salari da 800-900 € al mese, assolutamente inadeguati per vivere a Milano. Per essere più convincenti abbiamo anche distribuito fotocopie di alcune nostre buste paga.

La nostra richiesta al Consiglio era molto semplice: trovare le risorse per intervenire a favore dei nostri salari. Vista la straordinarietà della situazione si dovrà trattare di un impegno straordinario. Le proposte precise (per es. passaggi economici per tutti gli aventi diritto, ticket, convenzioni con l’ATM, Trenitalia, convenzioni sanitarie con ospedali nei quali è presente l’università) saranno avanzate durante la contrattazione. E’ necessario però che ci siano le risorse economiche: noi abbiamo chiesto al CdA di trovare queste risorse, anche visto e considerato che nella seduta del 16/7 dovranno discutere la destinazione di un avanzo disponibile di 23,5 miliardi di lire.

Il Rettore ha riconosciuto la gravità della situazione, in considerazione anche del fatto che non è ancora stato rinnovato il nostro contratto nazionale di lavoro e non ci è stato neppure riconosciuto il secondo biennio economico di quello vecchio. Il CdA si è riproposto di approvare un ordine del giorno nel quale si impegna a sollecitare l’ARAN per il nostro rinnovo contrattuale e a individuare risorse economiche per i dipendenti.

Non appena sarà disponibile il testo dell’ordine del giorno che il Consiglio di Amministrazione si è impegnato a votare, lo diffonderemo a tutti il lavoratori.

Riteniamo che la mobilitazione di ieri sia stata importante, perché ha reso evidente, anche a chi fino a ora non aveva compreso o voluto comprendere, che la situazione nella quale ci troviamo è grave e che sono necessarie delle risposte concrete e urgenti.

Da domani 27/6 riprenderà la trattativa, e in quella sede potremo apprezzare se ci sono state delle novità.

L’esperienza insegna che solo quando i lavoratori si mobilitano e fanno sentire la propria voce in prima persona possono ottenere quanto giustamente rivendicano. Sarà questa la strada da seguire e non solo per sostenere la contrattazione decentrata, ma anche per fronteggiare i numerosi attacchi che vengono nazionalmente portati contro il nostro potere d’acquisto e i nostri diritti.