UN CORSO ANOMALO…
L’Amministrazione ha attivato un corso di formazione specialistica per ‘’addetti ai servizi integrati di informazioni agli studenti e alle funzioni di segreteria didattica di Facoltà’’ (circolare dell’11/3/2002). A questo corso può partecipare ‘’tutto il personale interessato ad acquisire nuove competenze professionali’’ spendibili presso le segreterie didattiche, le segreterie studenti e il COSP. Si tratta di un corso che offre a tutti, almeno in teoria, la possibilità di trasferirsi a lavorare presso una di queste strutture. Non si tratta quindi di un corso qualsiasi, né di un corso di aggiornamento per tutto il personale delle diverse segreterie.
E’ naturale pertanto che la RSU abbia sollevato alcune obiezioni:
Il contratto d’Ateneo prevedeva la discussione in sede di trattativa di un piano complessivo per la formazione entro il 31/12/2001. Questa discussione non è ancora avvenuta. Non è quindi ancora chiaro quanti e quali corsi voglia attivare l’Amministrazione, con quali finalità, con quali criteri di ammissione e di valutazione e con quali crediti utili ai fini della mobilità orizzontale
Per quanto l’Amministrazione si sforzi di sostenere il contrario, l’istituzione di una ‘’rete di servizi integrati di informazione agli studenti’’ coinvolge l’organizzazione del lavoro. Visto che l’esigenza è quella di razionalizzare le informazioni agli studenti, dato anche che alcune segreterie in certi periodi dell’anno sono prossime al collasso, è ovvio che si debba procedere a una riorganizzazione. Il problema è che anche la riorganizzazione dei servizi dovrebbe essere materia di trattativa. Inoltre in tutti i corsi in cui si affronta il tema dell’organizzazione del lavoro i colleghi imparano che bisogna procedere ascoltando prima le esigenze e le proposte dei lavoratori. Nulla di tutto questo è avvenuto. Il corso viene calato dall’alto, in fretta e furia (ma non ci potevano pensare prima?), senza ascoltare le critiche espresse dalla RSU e dagli stessi lavoratori interessati, che ritengono più efficienti modalità diverse.
Conseguentemente non risulta abbastanza chiaro che figura si formerà e con quali obiettivi, come e dove lavorerà
I criteri di selezione privilegiano chi ha avuto finora il privilegio di accedere a dei corsi di formazione (come ecdl). Inoltre sottopongono i candidati a una valutazione della ’’motivazione e attitudine personale alla comunicazione e alle relazioni interpersonali’’, da parte di una commissione composta non si sa bene da chi. Così un collega che da 10 anni sta allo sportello potrebbe essere giudicato da un ‘’esperto’’, probabilmente esterno, come inadatto alle relazioni interpersonali, o magari un candidato che possiede tutti i requisiti potrebbe non venire ammesso perché il giudizio di questa commissione su ‘’motivazione’’ e ‘’attitudine’’ vale ben 7 punti.
Sui criteri e sulle modalità di valutazione finale non c’è la minima chiarezza
La storia si ripete: l’Amministrazione arriva all’appuntamento con la riforma dell’università con almeno un anno di ritardo. Si accorge che così come sono organizzate le segreterie non possono funzionare bene, che il personale è esasperato, che gli studenti hanno grossi problemi di accesso alle informazioni. Invece di ripensare l’organizzazione del lavoro insieme ai lavoratori e alla RSU decide di autorità una serie di misure e le impone, incurante delle critiche dei lavoratori. Dopo avere per un anno cercato di mettere una serie di pezze a tutti i problemi creati dalla struttura di via Mercalli, dall’insufficienza dell’organico e dal mancato adeguamento dell’organizzazione del lavoro e della formazione (pezze costosissime, peraltro), l’Amministrazione continua a fare di testa propria.
Milano, 19 marzo 2002.