Un gruppo di uomini armati in giro per l’Universita’

UN GRUPPO DI UOMINI ARMATI IN GIRO PER L’UNIVERSITA’

Come anche i più distratti avranno notato, da questa settimana hanno fatto la loro comparsa anche nella sede di via Festa del Perdono le guardie giurate.

Si tratta di due, ma in certe occasioni anche di più, vigilantes armati con pistola e manette bene in vista.

La loro utilità sfugge, il loro costo no: la nostra Amministrazione, sempre attenta a economizzare i soldi quando si tratta delle buste paga dei dipendenti, ad assicurare appalti per le pulizie col massimo ribasso (per poi trovarsi gli uffici perennemente sporchi), se si tratta di ”sicurezza” non lesina quattrini.

Il problema è: quale sicurezza? La Statale è insicura? E per quale motivo?

L’Amministrazione non ha sprecato tempo e carta per spiegarci la necessità di una scelta che può apparire assai strana. Non si capisce quali debbano essere le mansioni dei vigilantes: passeggiare per l’atrio? Ispezionare l’Università? Nel caso riscontrassero dei problemi che cosa possono e che cosa NON possono fare?

Sarebbe bene che i lavoratori e gli studenti ne fossero informati.

Di sicuro in via Celoria la loro mansione l’hanno trovata: sovraintendere all’accesso delle auto nel parcheggio interno (dal quale sono esclusi i dipendenti).
Dobbiamo pensare che assumeranno sempre più le mansioni di custodi e commessi? O che interverranno come in Bicocca per fare staccare
dalle bacheche volantini e manifesti ”non autorizzati”?

Resta il fatto che è particolarmente sgradevole vedere degli uomini e delle donne armati aggirarsi per l’università, luogo nel quale la stessa polizia di stato può entrare solo su richiesta del Rettore.

L’immagine che si vuole fornire, probabilmente, è quella di un luogo ordinato ed efficiente, ben sorvegliato. Il fatto che i dipendenti siano pagati pochissimo, che gli studenti praticamente non abbiano spazi, che gli spazi di confronto, di approfondimento, le attività extra didattiche, tanto presenti negli atenei europei, siano praticamente inesistenti all’Amministrazione non importa: i soldi per l’immagine, la ”sicurezza”, per le esternalizzazioni dei servizi (oltre che per i propri stipendi e per gli stipendi dei docenti, i soli a non conoscere la cosiddetta inflazione programmata) non mancano mai.

Bozza del profilo del personale EP Tecnico Scientifico

PROFILO DEL PERSONALE EP TECNICO SCIENTIFICO

Caratteristiche distintive della figura professionale tecnico scientifica cat. EP

Il personale tecnico scientifico di cat. EP è chiamato a svolgere, nell’ambito di strutture scientifiche di notevole complessità, attività di contenuto di tipo specialistico professionale connesse all’impostazione e allo svolgimento di un processo tecnico nell’ambito di progetti di ricerca. Il processo affidato identifica in genere un’attività specifica del progetto di ricerca e produce risultati conoscitivi identificabili oggettivamente e indispensabili al raggiungimento dei risultati del progetto stesso.

I risultati dell’attività tecnica in oggetto possono pertanto essere contenuti ed elaborati in specifiche parti di pubblicazioni o di rapporti di ricerca, delle quali il tecnico è autore in modo esclusivo.

Le attività specialistiche possono comportare l’impiego di attrezzature per la realizzazione di indagini, misurazioni, trattamenti, analisi ed elaborazioni di dati scientifici, con rilevanza esterna e con certificazione dei risultati da parte del tecnico EP.

E’ caratteristica richiesta al tecnico EP quella di essere referente ed esperto nel campo scientifico e/o tecnologico di competenza, in grado di offrire consulenza tecnico professionale sia internamente, che esternamente alla struttura di appartenenza.

Autonomia – responsabilità di coordinamento – responsabilità gestionali

Autonomia Nell’espletamento delle competenze professionali specifiche il tecnico EP ha piena autonomia per quanto riguarda la definizione delle modalità di svolgimento delle azioni programmat, dei procedimenti tecnologici affidati e per l’ideazione e l’innovazione dei processi tecnici a lui affidati. Tale autonomia è vincolata dalla coerenza dei risultati con l’insieme degli obiettivi e delle esigenze gestionali posti dai responsabili dei progetti di ricerca a cui il tecnico contribuisce con le proprie prestazioni o attività.

Responsabilità di coordinamento Il tecnico EP può essere responsabile di un gruppo di risorse professionali composto da tecnici di inferiore qualifica, dotati di competenze analoghe o complementari, da lui coordinato. La responsabilità del coordinatore è imperniata sul raggiungimento del livello qualitativo richiesto dagli obiettivi dei progetti di ricerca, tenuto conto dei tempi e delle risorse impiegate.

Responsabilità Gestionale Al tecnico EP possono essere affidate funzioni di direzione di strutture scientifiche, dotate di impianti tecnologici complessi, identificabili come centri interdipartimentali, grandi attrezzature o laboratori di ricerca e definiti dal CdA nel quadro del modello organizzativo di Ateneo.

A tali funzioni fanno capo le seguenti responsabilità:

efficacia delle prestazioni fornite sia come singolo tecnico “specialista” che come referente coordinatore di un gruppo tecnico, con riferimento alla corretta effettuazione delle tecniche di analisi, elaborazione e trattamento svolte e sulla valutazione ed eventuale certificazione finale dei risultati.

coerenza delle attività svolte rispetto al progetto di ricerca complessivo, da perseguire attraverso la programmazione e il controllo dell’attività specialistica, in stretta relazione agli specifici obiettivi e vincoli del progetto di ricerca esplicitati dai responsabili del progetto stesso, con autonoma previsione e organizzazione delle risorse necessarie, scelta del procedimento tecnico operativo e delle procedure di controllo dei risultati.

coordinamento (se affidate) di risorse professionali, con competenze omologhe o complementari, nell’ambito di gruppi di lavoro o di una struttura operativa complessa di ricerca, la responsabilità di coordinamento implica l’orientamento delle risorse al risultato e la valorizzazione delle professionalità attraverso l’aggiornamento e la motivazione dei collaboratori.

sperimentazione e innovazione tecnologica, impostazione di nuove tecniche e metodologie di lavoro in relazione all’evolversi delle tecnologie e dei loro campi di applicazione nel campo professionale di competenza

la responsabilità economica è centrata sul corretto ed efficiente utilizzo e sul controllo delle attrezzature di lavoro e delle risorse materiali utilizzate

può sussistere una responsabilità sulla sicurezza e sul rispetto di norme di igiene e sanità pubblica umana e animale in relazione al tipo di incarico e di attrezzature gestite.

Conoscenze

Conoscenze specialistiche di tipo disciplinare o interdisciplinare di livello elevato ed articolate, complementari e non sostitutive rispetto alle conoscenze teorico scientifiche del ricercatore e centrate sul sistema tecnologico di realizzazione della ricerca scientifica.

Per livello elevato si intende una conoscenza approfondita derivata da formazione specialistica e attività di aggiornamento e da un’esperienza professionale di partecipazione a gruppi e progetti di ricerca, caratterizzata nella sua evoluzione dall’acquisizione di una ampia e dettagliata conoscenza dei processi e delle tecnologie utilizzate e da elevata autonomia nell’impostazione dei procedimenti di lavoro.

Per conoscenze articolate si intende un sistema organico di conoscenze teoriche e metodologie complesse che consentono un intervento autonomo con significativa discrezionalità sull’interpretazione dei problemi e sull’impostazione di soluzioni tecniche e percorsi operativi.

Complessità dei problemi da affrontare

Problemi di elevata complessità, su modelli predefiniti che richiedono una valutazione di numerose variabili e offrono la scelta di diverse soluzioni possibili da valutare in base ad una interpretazione del contesto e delle esigenze del progetto.

Ovvero problemi non collegati a modelli predefiniti che richiedono una capacità di diagnosi particolarmente evoluta.

Capacità

Capacità di innovazione delle metodologie e delle modalità di applicazione degli strumenti, capacità di sperimentare nuove modalità di applicazione e nuove tecniche

Capacità di elaborare risultati, di trasferire le conoscenze relative alle innovazioni di processo e di prodotto sperimentate nell’attività di ricerca

al risultato.

Capacità di programmazione e di gestione di processi tecnologici con impiego di attrezzature complesse.

Titoli valutabili per l’accesso alla posizione EP con funzioni specialistiche

Laurea in disciplina dello specifico settore di competenza

Corsi di specializzazione

Titolo di abilitazione professionale

Esperienza professionale nel settore di attività specialistica di competenza determinabile attraverso titoli quali:

Incarichi di responsabilità sulla conduzione di strutture di ricerca, laboratori e attrezzature complesse, incarichi di coordinamento di gruppi di tecnici nell’ambito di progetti di ricerca. Gli incarichi devono essere formalizzati dagli organi della struttura.

Partecipazione a progetti di ricerca con incarico definito su attività o prestazioni tecnico specialistiche, risultanti da pubblicazioni con esplicito riferimento al contributo personale fornito sulle attività svolte e sui risultati conseguiti.

Partecipazione con incarico definito e approvato dal CdA a progetti di ricerca o consulenza scientifica commissionati da enti esterni nazionali e internazionali

Docenza in corsi di formazione specialistica, valutabile in base all’ente committente, al livello professionale dei destinatari, all’argomento affidato.

Comunicato sui corsi di aggiornamento

UN CORSO ANOMALO…

L’Amministrazione ha attivato un corso di formazione specialistica per ‘’addetti ai servizi integrati di informazioni agli studenti e alle funzioni di segreteria didattica di Facoltà’’ (circolare dell’11/3/2002). A questo corso può partecipare ‘’tutto il personale interessato ad acquisire nuove competenze professionali’’ spendibili presso le segreterie didattiche, le segreterie studenti e il COSP. Si tratta di un corso che offre a tutti, almeno in teoria, la possibilità di trasferirsi a lavorare presso una di queste strutture. Non si tratta quindi di un corso qualsiasi, né di un corso di aggiornamento per tutto il personale delle diverse segreterie.

E’ naturale pertanto che la RSU abbia sollevato alcune obiezioni:

Il contratto d’Ateneo prevedeva la discussione in sede di trattativa di un piano complessivo per la formazione entro il 31/12/2001. Questa discussione non è ancora avvenuta. Non è quindi ancora chiaro quanti e quali corsi voglia attivare l’Amministrazione, con quali finalità, con quali criteri di ammissione e di valutazione e con quali crediti utili ai fini della mobilità orizzontale

Per quanto l’Amministrazione si sforzi di sostenere il contrario, l’istituzione di una ‘’rete di servizi integrati di informazione agli studenti’’ coinvolge l’organizzazione del lavoro. Visto che l’esigenza è quella di razionalizzare le informazioni agli studenti, dato anche che alcune segreterie in certi periodi dell’anno sono prossime al collasso, è ovvio che si debba procedere a una riorganizzazione. Il problema è che anche la riorganizzazione dei servizi dovrebbe essere materia di trattativa. Inoltre in tutti i corsi in cui si affronta il tema dell’organizzazione del lavoro i colleghi imparano che bisogna procedere ascoltando prima le esigenze e le proposte dei lavoratori. Nulla di tutto questo è avvenuto. Il corso viene calato dall’alto, in fretta e furia (ma non ci potevano pensare prima?), senza ascoltare le critiche espresse dalla RSU e dagli stessi lavoratori interessati, che ritengono più efficienti modalità diverse.

Conseguentemente non risulta abbastanza chiaro che figura si formerà e con quali obiettivi, come e dove lavorerà

I criteri di selezione privilegiano chi ha avuto finora il privilegio di accedere a dei corsi di formazione (come ecdl). Inoltre sottopongono i candidati a una valutazione della ’’motivazione e attitudine personale alla comunicazione e alle relazioni interpersonali’’, da parte di una commissione composta non si sa bene da chi. Così un collega che da 10 anni sta allo sportello potrebbe essere giudicato da un ‘’esperto’’, probabilmente esterno, come inadatto alle relazioni interpersonali, o magari un candidato che possiede tutti i requisiti potrebbe non venire ammesso perché il giudizio di questa commissione su ‘’motivazione’’ e ‘’attitudine’’ vale ben 7 punti.

Sui criteri e sulle modalità di valutazione finale non c’è la minima chiarezza

La storia si ripete: l’Amministrazione arriva all’appuntamento con la riforma dell’università con almeno un anno di ritardo. Si accorge che così come sono organizzate le segreterie non possono funzionare bene, che il personale è esasperato, che gli studenti hanno grossi problemi di accesso alle informazioni. Invece di ripensare l’organizzazione del lavoro insieme ai lavoratori e alla RSU decide di autorità una serie di misure e le impone, incurante delle critiche dei lavoratori. Dopo avere per un anno cercato di mettere una serie di pezze a tutti i problemi creati dalla struttura di via Mercalli, dall’insufficienza dell’organico e dal mancato adeguamento dell’organizzazione del lavoro e della formazione (pezze costosissime, peraltro), l’Amministrazione continua a fare di testa propria.

Milano, 19 marzo 2002.