Lettera aperta agli studenti e ai docenti

RSU

Università degli Studi di Milano

Via Festa del Perdono, 7 – 20122 Milano Tel: 02 58352982
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Agli studenti e ai docenti
dell’Università degli Studi di Milano

Il personale tecnico-amministrativo dell’Università degli Studi di Milano è impegnato in una vertenza per il contratto integrativo d’Ateneo.

Le richieste sono finalizzate sia ad incrementare lo stipendio (il più basso fra tutti i settori del pubblico impiego nonostante la presenza di figure ad elevata qualificazione e professionalità) che a rivendicare qualificazione, formazione, valorizzazione della professionalità, coinvolgimento del personale nelle scelte di riorganizzazione necessarie in questa fase di cambiamento dell’università, riduzione del ricorso al lavoro precario, che riteniamo un ostacolo alla continuita’ di efficienza nel servizio oltre che un blocco al raggiungimento di lavoro qualificato e di sicurezze di vita per tanti giovani.

Queste richieste vanno nell’interesse anche dell’utenza dell’università: personale più preparato, più coinvolto nei mutamenti, che metta a disposizione dei necessari cambiamenti la propria esperienza professionale e un po’ di entusiasmo, è necessario per un’evoluzione positiva dei servizi offerti dall’Università degli Studi di Milano (biblioteche, laboratori, servizi informativi, …) ma anche nella gestione della complessa macchina organizzativa dell’ateneo, per un corretto e produttivo utilizzo delle risorse che provengono dalle tasse dei cittadini (fondi ministeriali etc.) e dai diretti contributi degli studenti iscritti.

Se la dirigenza dell’Università non risponderà positivamente alle nostre richieste, vi chiederemo perciò di sopportare (anche nel vostro interesse) i disagi che le iniziative di lotta eventualmente necessarie dovessero procurarvi.

Volantino sulle convenzioni con la Bicocca del 28/02/01

Mercoledì 7 marzo dalle 9.30 alle 11.30 aula 211, via Celoria 20 si svolgerà un’assemblea dei lavoratori delle biblioteche.

L’argomento principale sarà quello del lavoro del personale delle biblioteche in rapporto alla costituzione delle nuove università Bicocca e Insubria, in particolare per le biblioteche scientifiche, come ben descritto dal documento dei lavoratori che vi riportiamo:

BICOCCA: UNIVERSITA’ “A COSTO ZERO”

= SERVIZI REGALATI E PERSONALE NON PAGATO

Nel 1998 nasce l’Università Bicocca. Per alcuni servizi bibliotecari vengono stipulati accordi di collaborazione in regime di reciprocità: ma dove non c’è reciprocità (cioè dove Bicocca non ha istituito i servizi corrispondenti) cosa succede?

Le biblioteche scientifiche dell’Università degli Studi di Milano hanno apportato un contributo indispensabile all’avvio del nuovo ateneo – che è tuttora sprovvisto di una biblioteca di scienze – poiché hanno messo a disposizione personale, patrimonio documentario e servizi bibliografici in assenza di reciprocità. A fronte di oltre 4 miliardi di tasse per laboratori e biblioteche (corrispondenti a circa 3000 studenti di scienze) migrati verso l’altro ateneo, sulle risorse delle biblioteche scientifiche della Statale ha continuato a gravare tutto il carico di lavoro e di spesa.

Dopo una lunga vertenza, al personale dei dipartimenti scientifici è spettata solo una parte risibile del rimborso forfettario di 2 miliardi che l’Università Bicocca ha pagato all’Università degli Studi di Milano per le attività svolte a suo favore nel II semestre del 1998 e nel 1999, a copertura del maggior carico di lavoro richiesto dalla complessità di gestione delle procedure per due atenei diversi. Nulla è stato versato a copertura delle spese sostenute.

Sebbene la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata nel 2000, non solo non è stata ancora fissata dall’Amministrazione la copertura delle spese, ma addirittura è stata esclusa la partecipazione del personale delle strutture decentrate (dipartimenti e biblioteche) al rimborso forfettario. Il perdurare di questa situazione, che verosimilmente non cambierà neppure nel corso del 2001, comporta una inaccettabile discriminazione dei lavoratori delle strutture decentrate rispetto ai colleghi dell’Amministrazione centrale (ossia una sorta di “risparmio” per l’Amministrazione di Bicocca), nonché un danno evidente a carico degli utenti delle biblioteche scientifiche, che pagano anche per l’altro ateneo e subiscono le inevitabili conseguenze della condivisione del servizio.

Le lavoratrici e i lavoratori delle biblioteche di Biologia, Chimica, Fisica e Matematica chiedono dunque l’immediata stipulazione di un accordo con Bicocca per il biennio 2000-2001, con effetto retroattivo, in cui le attività svolte per l’altro ateneo siano specificatamente contemplate e vi sia indicato il corrispettivo economico.

La RSU ha chiesto un incontro urgente al Direttore Amministrativo, alla Responsabile della Divisione Biblioteche e al Presidente della CAB per risolvere il problema: nella assemblea valuteremo le risposte ricevute e le iniziative eventualmente da prendere; nel frattempo ci sembra che gli utenti delle nuove università dovrebbero essere considerati come utenti esterni.

Resoconto incontro di trattativa decentrata del 23/02/01

Venerdi’ 23 era previsto un incontro di contrattazione decentrata; in realtà l’argomento è stato rinviato al 5 marzo e si è parlato di questioni importanti riguardanti l’organizzazione del lavoro, argomenti su cui da tempo avevamo chiesto risposte e chiarimenti (segreterie decentrate, ragioneria, personale degli ospedali, etc.).

Gli incontri sulla contrattazione decentrata si svolgeranno così il 5 e 6 di marzo ma, da quel poco che è stato detto, riteniamo che l’amministrazione ‘non abbia capito’ il senso delle richieste fatte nella piattaforma decentrata: ci sembra infatti anche disponibile a reperire fondi ulteriori per la mobilità del personale, ma senza realmente accedere ad un meccanismo che dia a tutti l’opportunità di una reale valutazione e remunerazione di capacità, impegno e professionalità acquisite. Questa nostra impressione deriva dal fatto che ci è stato comunicato che il Consiglio di Amministrazione voterà martedì prossimo l’assegnazione di più di cento posti alle strutture con una ambigua formula che lascia alle stesse la decisione se ricoprirli con concorsi esterni o riservati. Inoltre è stato approvato il nuovo regolamento per gli accessi nonostante le riserve presentate da RSU e organizzazioni sindacali.

Tutto ciò ci fa’ pensare che l’amministrazione non voglia recepire che per la mobilità verticale interna il nuovo contratto nazionale di lavoro non prevede più neppure a regime concorsi riservati, ma procedure selettive ispirate “a criteri di valutazione delle competenze professionali acquisite e conseguenti all’esperienza professionale risultante dal curriculum del dipendente nonché verificate da apposite prove d’esame dimensionate in relazione ai livelli di professionalità richiesta per ciascuna categoria, con adeguato riconoscimento della formazione certificata secondo il sistema dei crediti formativi “ (art. 57).

Riconosciamo la necessità di fare assunzioni nuove, come quella di arrivare ad una situazione “a regime” in cui la mobilità verticale sia riservata a chi vuole cambiare lavoro. Ma in questo momento riteniamo assolutamente indispensabile fare più velocemente possibile un’operazione straordinaria di mobilità verticale in occasione della prima applicazione del nuovo ordinamento contrattuale e come richiesto nella nostra piattaforma; solo dopo questa manovra sarà possibile evidenziare le caratteristiche dei posti da mettere a concorso.

Aspettiamo gli incontri del 5 e 6 marzo, ma se l’atteggiamento della controparte continuasse ad essere questo, dovremmo subito dopo iniziare la mobilitazione. Fissiamo pertanto fin da ore le assemblee per riferire degli incontri e prendere le eventuali iniziative necessarie:
LUNEDI’ 12/3 ORE 9,30 AULA 208 VIA CELORIA 20
MARTEDI’ 13/3 ORE 9,30 AULA 420 VIA FESTA DEL PERDONO 3